
Condivido qualche riflessione su questi primi 9 mesi di governo della città ad opera della destra a guida Veronica Felici.
La prima cosa che sento di dire è che sarebbe stato meglio se avesse regnato il reale immobilismo.
In verità, immobilismo è stato nella mancanza di attenzione verso tematiche centrali per la nostra città: la questione sociale, il rilancio culturale, il sostegno alle fragilità, il rilancio del commercio e del comparto industriale, il nostro mare, solo per citarne alcuni.
Grande movimento e preziosa attenzione sono stati invece riservati alle mediazioni politiche interne per la gestione del potere politico.
Ad oggi, già i primi cambi di casacca: un consigliere della Lega aderisce al Gruppo Misto e la consigliera più votata di Fratelli d’Italia è passata nel Gruppo della Lega.
Vengono fatti dimettere tre Assessori, due in quota Lega per l’appunto, la Sindaca è alla terza nomina del Vicesindaco in 8 mesi e il Capogruppo della Lega chiede l’azzeramento della Giunta
Insieme a questo, diverse scelte scellerate come la revoca dei vincoli ambientali che tutelano il territorio per far posto a nuova cementificazione selvaggia o l’acquisto di un immobile fatiscente per sei milioni di euro quale ipotetica provvisoria scuola in deroga a qualsiasi norma contenuta nella Legge del 1978 sull’edilizia scolastica e tante altre piccole azioni che danno la cifra esatta del futuro che questa amministrazione vuole scrivere per Pomezia.
Il 1 febbraio, in ritardo, si è tenuto un consiglio comunale fondamentale, quello relativo all’approvazione del bilancio di previsione e in questa occasione è emerso un grande vuoto: la totale assenza di visione della destra sul futuro della nostra città.
La maggioranza ha presentato un piano di opere triennali che è solo un libro dei sogni destinati a non avverarsi, semplicemente perché non ci sono soldi sufficienti. La destra lo sa bene ma usa la propaganda per coprire l’assenza di idee e progetti concreti per lo sviluppo e il rilancio della città. Gli spazi di Pomezia sono presi in considerazione solo da un punto di vista economico, provando a valorizzare solo quanto può essere capitalizzato, senza alcun riguardo per lo sviluppo di quei luoghi di comunità che potrebbero offrire un vero salto in avanti da un punto di vista sociale e culturale.
Questa mancanza di idee fa il paio con la difficoltà che ha questa maggioranza nello stare insieme trovando gli equilibri che le consentono di sopravvivere e tirare avanti.
Questo bilancio di previsione fissa su carta la situazione economica delicatissima del nostro Comune; nonostante questo la Sindaca e i suoi, incuranti della realtà, stipulano un ulteriore debito di sei milioni di euro per questa scuola che non sappiamo nemmeno se possa vedere la luce. Questa operazione, non solo lede i diritti di studentesse e studenti e delle loro famiglie ma, incidendo su un debito già pesante, condanna la città all’immobilismo per i prossimi anni. Per discolparsi e non assumersi le proprie responsabilità, ripeteranno lo stesso mantra: non ci sono soldi.
Il 19 marzo 2024, su richiesta di convocazione delle opposizioni, si è tenuto un Consiglio Comunale con 24 punti all’Ordine del giorno. Un tale nutrito Odg si è reso necessario al fine di inserire mozioni, interrogazioni e ordini del giorno protocollati otto mesi fa e mai portate in discussione.
Il Consiglio, però, viene interrotto per stanchezza – e in modo del tutto arbitrario – su richiesta del Presidente del Consiglio dopo aver discusso solo 8 punti su 24. La maggioranza vota una sospensione contravvenendo a quanto stabilito dal Regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale, in cui si stabilisce che le sedute devono svolgersi senza soluzione di continuità, fatta eccezione per le pause previste.
Ricorrere alla votazione, tra l’altro, è stata una forzatura operata dal Presidente per ottenere la sospensione del Consiglio nonostante tutti i gruppi di minoranza avessero chiaramente manifestato la volontà di non esprimere il loro voto per contrarietà ad una azione considerata illecita.
Tale manovra serviva a nascondere la volontà di evitare la discussione e di salvaguardare la tenuta della maggioranza.
Siamo di fronte ad una amministrazione che non perde occasione per dimostrare il totale disprezzo per le istituzioni, per il ruolo e per il lavoro dei Consiglieri di minoranza, per le cittadine e i cittadini di Pomezia.
Il gruppo consiliare del PD di Pomezia – in un dialogo costante con le altre forze di opposizione – sta portando avanti un’opposizione forte poiché è impossibile trovare un solo punto di convergenza anche solo con il modo in cui la maggioranza agisce la propria azione politica.
Siamo molto preoccupati per il futuro, una preoccupazione che cerchiamo sempre di elaborare nel pensiero e di tradurre in azione, mai in un immobilismo fatalista.
