
La guerra in corso che coinvolge Iran, Libano, Gaza e altri paesi della regione produce un attacco sistematico al diritto alla salute e alla protezione dei civili, con ospedali e operatori sanitari esposti direttamente alle ostilità.
Gli standard internazionali (Convenzioni di Ginevra, risoluzioni OMS e ONU, posizioni ICRC e WMA) ribadiscono che le strutture sanitarie, il personale e i pazienti sono soggetti protetti e non possono essere oggetto di attacco, né usati per fini militari.
Impatto sanitario della guerra in Iran e nella regione
La campagna di bombardamenti sulle città iraniane ha provocato centinaia di morti civili e migliaia di feriti in pochi giorni, con un numero significativo di donne e bambini tra le vittime, come nel caso emblematico della scuola di Minab.
Ospedali, centri di emergenza e infrastrutture critiche sono stati danneggiati o resi inagibili, in particolare a Teheran e in diverse province, riducendo drasticamente la capacità di risposta a trauma, emergenze e cure ordinarie.
Ruolo e crisi degli ospedali in Iran
Gli ospedali di riferimento (ad es. Imam Khomeini, Gandhi Hospital) operano in condizioni di sovraccarico, con danni strutturali, reparti chiusi, evacuazioni forzate e personale ferito. Le sale operatorie vengono riconvertite in aree trauma, mentre la chirurgia elettiva, l’oncologia, la dialisi e la specialistica sono ridotte o sospese, con gravi conseguenze per i pazienti cronici. A complicare ulteriormente la si tuazione, ci sono blackout elettrici, scarsità di carburante, interruzioni delle comunicazioni e difficoltà logistiche che compromettono terapia intensiva, ventilazione, catena del freddo vaccinale e gestione dei farmaci salvavita.
Popolazione iraniana e gruppi vulnerabili
Le sanzioni pre-esistenti avevano già creato carenze gravi di farmaci oncologici, per dialisi e malattie rare; la guerra trasforma queste carenze in vere interruzioni di cura con aumento di mortalità evitabile. Bambini, donne in gravidanza, anziani e persone con disabilità sono colpiti in modo sproporzionato dall’interruzione di servizi di base, delle vaccinazioni e dell’assistenza materno-infantile. L’esposizione ripetuta a bombardamenti, lutti e sfollamento genera un carico massiccio di disturbi da stress post-traumatico, depressione e ansia, per cui l’offerta di salute mentale è largamente insufficiente.
Estensione a Libano, Gaza e altri contesti regionali
In Libano e nei paesi limitrofi, l’allargamento delle ostilità colpisce aree urbane e campi profughi, con sistemi sanitari già fragili che devono assorbire ondate di feriti, spesso senza garanzie di sicurezza per ospedali e ambulanze. A Gaza, la distruzione sistematica di ospedali e l’assedio di strutture come Al Shifa e Al Quds hanno mostrato la dinamica di “collasso deliberato” del sistema sanitario, con milioni di persone che nel 2026 necessitano di assistenza umanitaria sanitaria.
Tabella – Effetti sanitari chiave Iran / Gaza / Libano
| Area | Situazione ospedali | Impatto sui civili |
|---|---|---|
| Iran | Ospedali danneggiati, sovraccarico, carenze di farmaci e energia. | Feriti non trattati, interruzione cure croniche, alta mortalità post-trauma. |
| Gaza | Strutture distrutte o assediate, servizi minimi, personale ucciso o detenuto. | Collasso sanitario, epidemie, aumento drammatico di morti evitabili. |
| Libano | Ospedali vicino al fronte, grave insicurezza, scorte limitate. | Accesso ridotto alle cure, blocco evacuazioni, rischio per profughi e sfollati. |
Violazioni del diritto internazionale e attacchi alla neutralità sanitaria
Gli attacchi diretti o indiretti contro ospedali, ambulanze, scuole e altri servizi civili violano il principio di distinzione e proporzionalità previsto dal diritto internazionale umanitario.
WHO, ICRC, WMA, Alto Commissariato ONU per i Diritti Umani e il Segretario Generale hanno più volte denunciato l’inaccettabilità di questi attacchi e chiesto il rispetto della neutralità medica e la protezione dei civili.
Cosa fare in un contesto così difficile?
Raccomandazioni a livello nazionale ed internazionale
A livello internazionale
- Promuovere, nelle sedi ONU, OMS, Consiglio d’Europa e UE, una moratoria immediata sugli attacchi a ospedali, scuole e infrastrutture vitali, accompagnata da meccanismi di monitoraggio indipendenti e sanzioni mirate per i responsabili.
- Sostenere il rafforzamento del sistema OMS di sorveglianza sugli attacchi all’assistenza sanitaria (SSA) e l’inclusione di tali dati nei briefing periodici al Consiglio di Sicurezza e alle istituzioni europee.
- Incrementare il finanziamento ai meccanismi di risposta rapida di OMS, ICRC e ONG mediche per garantire forniture d’emergenza, evacuazioni sanitarie e supporto alla ricostruzione delle strutture colpite.
A livello nazionale / europeo
- Assumere come linea ufficiale il principio di “tolleranza zero” verso gli attacchi contro la sanità, facendo della protezione di ospedali, scuole e civili un criterio vincolante nella definizione della politica estera e nella vendita di armi.
- Creare un “Osservatorio nazionale sui conflitti e diritto alla salute” che raccolga dati, coordini la diplomazia parlamentare e supporti iniziative legislative e campagne di sensibilizzazione.
- Sostenere corridoi umanitari sanitari da e verso Iran, Gaza, Libano e altri contesti di crisi, con particolare attenzione a bambini, persone con patologie croniche e pazienti oncologici.
È necessario ribadire che:
- Gli ospedali non sono un obiettivo: colpire una struttura sanitaria significa colpire l’intera comunità che da quella struttura dipende
- “Dalle bambine uccise a Minab ai bambini sotto le macerie a Gaza, la guerra in Medio Oriente ci mostra che senza il rispetto della neutralità medica non esiste alcun ordine internazionale credibile.”
- “Chiediamo un cessate il fuoco attorno a ospedali e scuole, l’accesso umanitario senza condizioni e indagini indipendenti sugli attacchi alle strutture sanitarie, in Iran come a Gaza e in Libano.”
