Ieri sera Pomezia è stata teatro di un importante momento di confronto politico promosso da Diurna. Tanta la partecipazione: cittadine e cittadini, esponenti civici e politici del campo progressista si sono riuniti per confrontarsi sulle criticità del territorio sotto il governo – a guida Fratelli d’Italia – dell’attuale amministrazione ma, soprattutto, per iniziare ad immaginare un futuro diverso e più inclusivo per la Città.


Due panel, uno per parlare della Città e uno di respiro regionale, con lo stesso focus: ragionare su una vera alternativa politica e di governo che, mettendo al centro il benessere collettivo, abbia l’ambizione di trasformare in meglio la vita delle persone.


Nel primo dibattito, i partecipanti – Danilo Risi (Segretario Circolo PD), Alessia Tofanacchio (Coordinatrice territoriale M5S), Antonio Di Lisa (Segretario Circolo Sinistra Italiana), Angelo D’Avino (Lista Civica Pomezia In Testa), Flavio De Paro (giornalista) – sono stati invitati ad interrogarsi su due domande fondamentali: come trasformare il malcontento diffuso in consenso attivo? e cosa serve per passare dal semplice dichiararsi alternativa al diventare l’alternativa concreta?


Le parole chiave emerse durante il confronto – tornare tra la gente, costruire battaglie sui temi centrali come ambiente, sociale, cultura, e uso sostenibile del suolo – hanno delineato una direzione chiara che porta con sé anche la necessità di ricostruire una classe dirigente capace, unita, ambiziosa e che sia capace di lavorare con pragmatismo e umiltà per raccogliere i desideri e i bisogni del territorio.
Gli interventi degli ospiti del secondo dibattito – Massimiliano Valeriani (Consigliere regionale PD e Presidente della Commissione Trasparenza), Emanuela Droghei (Consigliera regionale PD), Adriano Zuccalà (Capogruppo M5S in Consiglio regionale), Claudio Marotta (Capogruppo AVS in Consiglio regionale) ed Emanuela Piroli (Delegata Assemblea nazionale PD ed ex Consigliera di Ceccano) hanno fornito spunti concreti su come trasformare queste intenzioni in azioni: mettere al centro giustizia sociale, equità, istruzione e partecipazione dal basso e rendere questi i pilastri per essere davvero l’alternativa politica e di governo alle destre ovunque esse governino.


Non meno importante, il forte invito ad una tenace e testarda unità tra le forze del campo progressista: concentrarsi sui temi e sulle battaglie che uniscono, per fare – insieme – i passi necessari verso un cambiamento reale.
Iniziative come questa confermano che Pomezia può essere un laboratorio politico, capace di coniugare ascolto e azione per costruire un futuro migliore per la comunità. La sfida ora è tradurre parole e idee in azioni politiche concrete e condivise.

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