
Venerdì 29 novembre è sciopero generale, proclamato da Cgil e Uil, in tutti i settori, eccetto il trasporto ferroviario di persone e merci, è previsto lo stop di 24 ore per l’intera giornata lavorativa. A Roma si svolgerà la manifestazione regionale, con un corteo dalle 9:30 da piazza Esquilino fino a via dei Fori Imperiali.
Una mobilitazione che ha l’obiettivo di cambiare la Legge di Bilancio del governo Meloni, che non risponde alle necessità del Paese e su cui non c’è stata nessuna volontà di aprire un confronto con le parti sociali per costruire scelte condivise per dare risposte ai problemi delle persone.
Mentre mancano confronto e risposte, il Governo Meloni prende anche scelte che penalizzano chi per vivere ha bisogno di lavorare, chi è in pensione, le nuove generazioni e gli enti locali. Con il nuovo blocco del turn over nella Pubblica Amministrazione, previsto nella manovra, saltano almeno 3.000 assunzioni al Comune di Roma Capitale alla vigilia del Giubileo, il risultato sarà un inevitabile aumento dei carichi di lavoro per le lavoratrici e i lavoratori capitolini e un peggioramento dei servizi pubblici. A questo si aggiungono i mancati investimenti da parte del Governo Meloni sulla Capitale per il Giubileo. Servirebbero almeno 500 milioni per il potenziamento dei servizi, a partire dai trasporti pubblici, e per le misure per sostenere le persone riducendo la pressione fiscale dell’addizionale comunale all’Irpef, che a Roma è la più alta d’Italia.
La stagione di tagli inaugurata dal Governo Meloni passa sia per la riduzione degli organici, sia per il mancato adeguamento delle risorse, incluse quelle degli stipendi. Lo stanziamento previsto dal Governo per il rinnovo dei contratti pubblici è del 5,78% mentre l’inflazione è al 17,3%, nei fatti è un taglio netto del 10% delle retribuzioni dei dipendenti pubblici, che sono tra le più basse d’Europa anche in valori nominali e reali, a cui si affianca il gioco delle tre carte sul fisco che renderà le buste paga ancora più leggere.
Le lavoratrici e i lavoratori del Lazio, nel 2025, con la legge di Bilancio del Governo Meloni si ritroveranno a pagare oltre 100 milioni di euro di tasse in più. Chi ha redditi da lavoro tra gli 8.500 e i 35.000 euro, più di 8 dipendenti su 10, pagherà fino a 200 euro di tasse in più. Siamo davanti ad una manovra che rischia di vanificare anche l’effetto positivo degli aumenti dei salari ottenuti in tanti settori grazie alla mobilitazione sindacale.
Al Governo chiediamo di prendere i soldi dove sono, anziché far pagare i soliti noti: lavoratori e pensionati. Tassare gli extraprofitti, rendite e le grandi ricchezze è possibile, come una seria lotta all’evasione fiscale e contributiva e prendere scelte diverse. Nella legge di bilancio l’unica spesa pubblica che aumenta è quella bellica, il 12,4% in più rispetto al 2024: 40 miliardi di euro, di cui 13 per nuove armi.
Sono tutte risorse sottratte al welfare pubblico e al finanziamento delle politiche pubbliche di cui abbiamo bisogno per il rilancio del Paese. Risorse che il Governo Meloni sceglie di sottrarre alla lotta alla povertà, ai servizi pubblici, al sostegno del potere d’acquisto di salari e pensioni, all’abbattimento delle liste di attesa, all’autosufficienza, al finanziamento della transizione ecologica e tecnologica dell’industria ed alle stabilizzazioni e alle assunzioni nel pubblico. Insomma, un’altra Italia è possibile e le risorse ci sono.
Per tutte queste ragioni ci stiamo mobilitando e chiediamo a tutte e tutti di scioperare il prossimo 29 novembre ed essere in piazza con noi.
