
Un apparente fatto di folclore locale.
Dal 2001, a Fiumicino, uno dei grandi Comuni dell’Area Metropolitana Romana, una delle
ultime famiglie di maestri d’ascia, la famiglia Carmosini, ha intrapreso un’avventura esaltante
quanto visionaria: riprodurre, nel modo più fedele possibile e a grandezza naturale una nave
romana da guerra prendendo a modello alcuni bassorilievi presenti sulla Colonna Traiana a
Roma che narrano la vittoria dell’Imperatore Traiano contro i Daci, dove vi è una riproduzione
della nave.
Stiamo parlando della ricostruzione di una Liburna, una veloce nave da guerra romana del
primo secolo d.C.: 32,7 metri di lunghezza per circa 6 metri di larghezza e 12 di altezza con due
ordini di voga. La ricostruzione sta avvenendo rispettando, per quelle che sono le conoscenze
archeologiche, le tecniche di costruzione utilizzate dagli antichi romani.
Lo stanno facendo su un’area abbandonata, a ridosso di una zona di case popolari a
ridosso del mare, che dopo anni si scoprirà essere di proprietà della Regione Lazio. Parte così
la costruzione. Ci saranno alcune risorse pubbliche iniziali, ma alla fine si scoprirà che il 60%
dei costi sostenuti saranno proprio a carico dei Carmosini
L’intenzione e il sogno della famiglia Carmosini, con Francesco prima e con Oscar poi, è
sempre stato quello di donare la Liburna, una volta terminata, alla collettività per fini formativi,
culturali, turistici e didattici.
Un ragionamento ed un atto di generosità fuori dal comune, privo di qualsiasi calcolo o
ritorno economico. È questo che ha conquistato l’attenzione e l’affetto dei volontari di SAIFO
E ora chi è SAIFO?
Il Comitato Promotore per un Sistema Archeoambientale Integrato Fiumicino Ostia (da ora
in avanti SAIFO) – nato nel 2014 come network di Comitati, Associazioni, Cooperative, Sindacati
e singole persone – ha sempre avuto come obiettivo prioritario quello di creare posti di lavoro
attraverso “l’uso” turistico dei beni archeologici, ambientali dei nostri territori.
Negli anni SAIFO ha lottato per aprire siti chiusi, perfezionare le possibilità di accesso e per favorire la
collaborazione fra le Istituzioni, persone e competenze legate tra loro al settore della cultura,
della promozione e della valorizzazione delle ricchezze culturali. In tutti questi anni SAIFO ha
svolto un ruolo non marginale nel far dialogare, anche con azioni provocatorie, i vari attori sulla
scena del turismo e della promozione culturale.
Questi rapporti, queste relazioni favoriscono e sono propedeutiche ed essenziali all’avvento di
una nuova forma di turismo. Si sta parlando di una forma di turismo, che si concentra, si lascia
coinvolgere e allettare da un territorio che offre emozioni in un ambiente di servizi coordinati: è il
cosiddetto “turismo lento”.
I volontari di SAIFO hanno toccato con mano la difficoltà di dialogo e di coordinamento fra
gli operatori culturali (privati, associazionismo, privato sociale) e le Istituzioni.
Dall’inizio si è agito per creare e aiutare a far crescere una cultura della collaborazione,
dell’integrazione, di azioni condivise. Oggi tutto ciò è assente e quando c’è è solo perché si basa
su una eventuale alchimia di relazioni personali e non su una normale prassi comportamentale
e stabili sinergie.
Quando si parla di turismo, fateci caso, non si fa altro che fare l’elenco delle ricchezze, del
“petrolio” su cui siamo seduti”. Tuttavia, non si studiano buone pratiche per “estrarre” questo
petrolio, quali strategie, riforme, ed azioni utilizzare per coordinare e far collaborare fra loro il
terzo settore, il privato, l’associazionismo e le Istituzioni: come creare, insomma, stabili relazioni
diffuse che affermino nuovi modi di accogliere, di offrire servizi di far meglio fruire i beni
archeologici ambientali e monumentali nella fattispecie nei territori fra il Comune di Fiumicino e il
X Municipio di Roma (Ostia e il suo entroterra) con il grande Parco Archeologico di Ostia Antica
e Fiumicino, le grandi aree ambientali costiere del WWF e della Lipu e tanto altro.
Ma quante sono Macro Aree presenti nella Provincia di Roma, esclusa Roma, che hanno grandi
potenzialità turistiche inespresse e sottoutilizzate? Credo tante e qui avremo modo di discutere
E la Liburna che c’entra in questo ragionamento?
La Liburna è un attrattore turistico. Ha attirato l’attenzione dei centri di ricerca ed è valutata
come un’occasione di archeologia sperimentale unica al mondo, tanto da portare
l’Amministrazione Comunale di Fiumicino, Parco Archeologico, Università La Sapienza, Roma
Tre, CNR, Aeroporti di Roma e SAIFO a firmare il 28 luglio 2021 un Accordo Operativo. Essa è
sicuramente testimonianza pura di un mestiere che sta scomparendo e quindi un elemento di
identità di un territorio, ma potrebbe essere una delle tappe che un turista può percorrere
insieme ad altre attrazione turistiche e culturali e del tempo libero.
Si sta parlando della permanenza in un luogo il giusto tempo per godere delle bellezze, di tutte le sfaccettature e le curiosità che può offrire un territorio. Una esperienza che si condivida con altri, che spinga a tornare e che sedimenti qualcosa nella memoria.
Questa forma di permanenza non depreda il territorio, anzi tende a rispettarlo e può convivere con il più tradizionale e già fin troppo fiorente, turismo di prossimità legato, nel caso di Fiumicino ed Ostia al mare e alla stagionalità.
Il Progetto Liburna è ben più complesso e articolato e forse su questo blog ci sarà modo di
precisarlo meglio, ci tenevo però a lanciare un “sasso in piccionaia” per capire se in altre zone
della nostra bella Area Metropolitana si possa pensare a un modello di sviluppo turistico che crei
un originale sviluppo economico su un’area che non è detto coincida con i confini di un solo
Comune.
