Quando sono entrato per la prima volta nel Partito Democratico, dopo anni di politica studentesca,non nego la mia emozione nel sentirmi veramente parte di qualcosa di più grande di me per una volta, parte di un’istituzione, che nel 2022 era al governo nazionale e controllava più regioni di ora, dunque con il vero potere di risolvere quei problemi per cui avevo sempre combattuto. Col tempo, ovviamente, mi sono reso conto di quanto tutto questo fosse complicato anche solo da immaginare prima e da realizzare poi, ma ho cercato di non farmi mai scoraggiare da ciò. Ho continuato a lottare, per le stesse idee che mi portavo dal liceo: una scuola più giusta, una vera parità di genere, una vera società senza discriminazioni, con la grande aggiunta di un’idea che per me è diventata portante nel mio pensiero, ovvero che il partito deve essere non solo rappresentante di queste idee, ma avendo i mezzi per attuarle, è nostro dovere storico realizzarle, e in questo molti passi sono stati fatti. Questi sono i motivi che mi hanno portato a lottare, fino a giungere alla posizione di segretario di sezione più giovane di Roma, e cosa mi ha spinto ad accettare un ruolo che io ritengo importantissimo, in un territorio come Torpignattara, che di facile non ha davvero niente.
 
La sezione “Dino Franchellucci”, di cui faccio fieramente parte, è appunto situata nel pieno centro di Torpignattara, a Roma. Porta il nome di un partigiano, ma forse la più grande memoria storica di quel luogo è il fatto che un compagno di 23 anni, nel 19 Aprile del 1979, fu ucciso da un militante fascista proprio mentre era in sezione. Quel ragazzo si chiamava Ciro principessa. Quando sono diventato segretario, un mese fa, quel luogo era a dir poco disastrato: Un salone principale con accumuli di sporcizia in giro, finestre con strati di polvere decennali, cosi come tavoli, pavimenti e qualsiasi altra superficie si possa immaginare. Un bagno inutilizzabile in quanto con un lavandino rotto, una cucina con, anche qui, cumuli di sporcizia mai puliti (dei cetrioli che erano li sono scaduti nel lontano 2010), e una stanza della segreteria in cui gocciolava l’acqua dal tetto, e usata in generale come ripostiglio per ogni sorta di cosa che si possa immaginare, politica e non, anche qui, da almeno un decennio. La situazione politica sfortunatamente non era molto meglio: per anni e per via di varie vicissitudini, la sezione era rimasta chiusa, aperta solo in rare occasioni per congressi o iniziative che però, mancando di costanza e a volte di reale contatto con la realtà che la circonda, non hanno consentito un lavoro di vicinanza ai cittadini, col risultato che essi si sono sentiti (a mio avviso giustamente) abbandonati dal nostro partito e dalle istituzioni. E tutto quello a cui riuscivo a pensare era a quanto è ingiusto. Ingiusto che un luogo cosi importante sia stato così trascurato, ingiusto che un ragazzo aveva dato la vita per quella sezione, ed essa si ritrovava allo sbando, senza una chiara via da seguire,  ingiusto che i cittadini di un quartiere di periferia e molto di sinistra come Torpignattara fossero rassegnati alla nostra presenza sul territorio solo per raccogliere una firma o dare un volantino elettorale. Dunque, come feci nel mio liceo, invece che scoraggiarmi, riniziai semplicemente da capo.
 
Sono serviti quattro giorni di pulizia, alcuni durati anche nove ore, per riportare la sezione ad una condizione agibile. Quattro giorni in mezzo alla polvere e a vecchi documenti e oggetti di ogni sorta, tenendo però sempre aperta la porta della sezione, e qui il mio primo barlume di speranza cominciò ad apparire: ho perso sinceramente il conto della gente che, alla vista della sezione aperta, esprimeva la propria gioia nel vedere che qualcosa stava venendo fatto. “finalmente hanno riaperto la sezione!”, “era ora, qui voi siete mancati” addirittura il fratello dello stesso Ciro Principessa passò a vederla, e anche lui espresse la speranza che quel posto tornasse a splendere. Quando poi la domanda seguente era chi fosse il nuovo segretario, potete immaginare lo stupore e l’approvazione di queste persone quando a rispondere “io” era un ragazzo di 21 anni, con una tuta da lavoro e mani sporche di polvere, e si potevano sentire al contempo tutti quegli stereotipi che circondano il nostro partito, ad esempio “il Pd non lascia posto ai giovani, tanto è un partito per vecchi” rompersi con un rumorosissimo crack.  
 
Da li abbiamo avviato, insieme ad altri compagni, giovani e non, qualche primo progetto che sembra banale, ma riflettendoci sopra non lo è così tanto. Abbiamo appeso una bacheca fuori dalla sezione, con un foglio su cui scrivere i problemi del territorio; vi confesso che ero scettico su questo, credendo che quel pezzo di carta con il nostro logo sopra non sarebbe durato più di un’ora, quindi immaginate la mia sorpresa nel vederlo il giorno dopo pieno di problemi e segnalazioni delle cose che più non vanno nel quartiere, ed erano cosi tante che ne abbiamo già messo un altro e un altro ancora. Abbiamo poi organizzato una raccolta di vestiti usati per le persone più bisognose, scrivendo un altro  cartello che annunciava la cosa, e anche qui le mie aspettative erano basse, invece si sono rivelate più che sbagliate, e proprio oggi che scrivo questo articolo ho ritrovato un pacco davanti la sezione mentre l’aprivo, scoprendo che qualcuno aveva lasciato una scatola di vestiti da donna, segno che la direzione presa è quella giusta. Stiamo lavorando inoltre per rendere di nuovo la sezione un luogo che offre servizi, come effettuare le dichiarazioni dei redditi, chiedere al consigliere di riferimento aggiornamenti sui problemi del quartiere, o semplicemente usarla come luogo di preghiera per alcune comunità religiose (anche questo è in corso d’opera). E in tutto questo, ci stiamo impegnando al fine di ascoltare problemi, possibili soluzioni e disagi di chi il quartiere lo vive ogni giorno: comitati di quartiere, collettivi, commercianti o associazioni: dobbiamo tornare a farci carico dei problemi di tutte queste persone, dobbiamo tornare strada per strada ad ascoltarli, a farci vedere complici e solidali, e a risolvere questi problemi nel migliore dei modi che possiamo e con lo strumento migliore che conosco, la politica, e coltivando in me la speranza che questa sia la strada giusta da prendere per tornare a far splendere una sezione che ha vissuto anni bui, e per onorare la memoria di un compagno di 23 anni che per un’idea ha dato la vita, perché solo quando torneremo ad essere un punto di ritrovo per la cittadinanza, solo quando torneremo a farci carico dei problemi della zona, solo quando la nostra serranda sarà aperta e la gente entrerà senza remore di quello stigma che il nostro Partito ancora istiga in molte persone, allora potrò dire che la mia battaglia sarà vinta, ma fino ad allora continuerò a lottare con l’energia di un ragazzo di 21 anni a cui è stato affidato questo compito, per questo, per altro, per tutto, per Ciro Principessa.

Rispondi

Scopri di più da DIURNA.NET

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere

Scopri di più da DIURNA.NET

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere