Il 25 marzo 2024 si è tenuta presso il Consiglio regionale del Lazio l’iniziativa A scuola di affettività. Educare alle relazioni per prevenire la violenza di genere che ho organizzato personalmente insieme alle consigliere e consiglieri regionali Marta Bonafoni, Claudio Marotta, Marietta Tidei e Alessandra Zeppieri.

Obiettivo dell’incontro era proporre una discussione partecipata sul contrasto alla violenza di genere a partire dalle realtà e dai soggetti che lavorano da anni nell’ottica della prevenzione, innanzitutto nelle scuole. Sono state loro le protagoniste – associazioni, studenti, centri antiviolenza, scuole – di un incontro che ha affermato con forza la necessità di introdurre l’educazione all’affettività nelle scuole di ogni ordine e grado. Uno strumento necessario e indispensabile nell’ottica della prevenzione del fenomeno della violenza di genere, perché agisce per contrastare alla radice la cultura patriarcale che ne è alla base: decostruzione degli stereotipi di genere, lotta alle discriminazioni legate al genere e all’orientamento sessuale, promozione della cultura dei diritti umani, sviluppo delle competenze emozionali e relazionali necessarie per gestire efficacemente le relazioni interpersonali.

Sono intervenute Tullia Nargiso, Coordinatrice Rete degli Studenti Medi Lazio che da anni denuncia la necessità di introdurre l’educazione alla sessuo-affettività nelle scuole; Monica Pasquino, Presidente della rete nazionale Educare alle Differenze, che ha presentato le linee guida “Che fare? Tutto quello che avreste voluto sapere per contrastare le violenze di/del genere a scuola”, una proposta di strategie di intervento nei contesti scolastici volta a contrastare le violenze di genere nelle sue varie forme ed esiti; Antonella Dentamaro, vice Presidente AIED Associazione Italiana per l’Educazione Demografica che in occasione del 70esimo anno dalla sua costituzione ha lanciato un appello affinché si renda operativo l’inserimento di linee guida di educazione sessuale e affettiva nelle scuole italiane dall’anno scolastico 2024/2025; Gianfranco Goretti, insegnante già Presidente dell’Associazione Famiglie Arcobaleno che ha sottolineato l’importanza della scuola pubblica come spazio di promozione del contrasto alle discriminazioni; Carla Centioni, Presidente dell’Associazione Ponte Donna che ha portato l’esperienza di chi gestisce diversi centri antiviolenza nelle province del Lazio; Valentina Peri, vice presidente della cooperativa sociale Ohana ONLUS di Pomezia che, insieme a Sportello Donne Pomezia, ha avviato un progetto sperimentale di educazione all’affettività e alla sessualità per ragazz* dai 16 ai 20 anni, e Luigia Mastrosanti, Preside dell’istituto comprensivo di Albano, che ha raccontato la sua idea di scuola della costituzione.

Ne è uscito un documento congiunto, un appello alla Presidente del Consiglio Meloni e al Presidente della Regione Lazio Rocca: 

Auspichiamo che a livello statale si provveda quanto prima all’adozione di una disciplina nazionale che preveda l’inserimento, in modo uniforme e adeguato su tutto il territorio nazionale, della materia dell’educazione all’affettività all’interno della programmazione didattica delle scuole primarie e di quelle secondarie di primo e secondo grado

Nelle more di un intervento statale, chiediamo che la Regione Lazio si impegni a destinare, per quanto di competenza, risorse adeguate al finanziamento di azioni finalizzate a coordinare – di concerto con l’ufficio scolastico regionale per il Lazio e in collaborazione con i centri antiviolenza e le associazioni che si occupano di educazione di genere – percorsi di educazione all’affettività da estendere alle scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado e programmi di sensibilizzazione e formazione rivolti alla classe docente e alle dirigenze scolastiche; e a finanziare adeguatamente i consultori del Servizio Sanitario Regionale in maniera tale da farli tornare a svolgere una delle loro attività fondamentali, ossia l’educazione alla sessualità nelle scuole.

Facciamo appello a tutte le forze politiche che siedono in Consiglio regionale affinché si prenda coscienza dell’importanza di educare all’affettività, alle relazioni, alla decostruzione degli stereotipi di genere e alla lotta contro le discriminazioni omolesbobitransfobiche. Affinché si riconosca nella scuola pubblica il presidio della promozione del rispetto della persona e delle differenze e il garante di un’educazione volta alla parità e all’inclusione, come scritto nella nostra carta costituzionale e come già previsto dalla normativa europea e nazionale.

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