
È l’imperativo che sta legando su tutto il territorio nazionale la lunga mobilitazione della Cisl che chiede, con forza e determinazione, di porre fine alla tragedia delle morti sul lavoro. Con centinaia di assemblee, sono mesi che il sindacato è impegnato in incontri con i lavoratori, le istituzioni e le imprese. Non a caso, la Cisl del Lazio ha organizzato a Roma un seminario con i Rappresentanti per la sicurezza dei lavoratori (Rls), la Regione Lazio, l’Inail, le associazioni datoriali e gli organismi paritetici.
Per la Cisl regionale, vista l’urgenza di porre fine alla intollerabile catena di morti sul lavoro, occorre mettere in atto una strategia nazionale. Dobbiamo alzare il livello di confronto con il Governo, le Istituzioni, gli Enti preposti e le Parti sociali per definire un cammino comune che passi da una dimensione partecipativa della contrattazione e delle relazioni industriali.
La nostra strada maestra è definire una Strategia Nazionale di prevenzione per la quale indichiamo alcuni punti di caduta come la patente a punti, la regolarità contrattuale e previdenziale, ingenti investimenti in ricerca e prevenzione, un forte potenziamento della vigilanza, la garanzia della presenza in ogni posto di lavoro degli RIs, fino ad un grande piano formativo che coinvolga anche le scuole perché gli studenti di oggi sono i lavoratori di domani.
Il tema della cultura della sicurezza è un nodo strutturale che va sciolto. Non a caso dai tanti interventi degli Rls presenti numerosi all’iniziativa, sono emerse le difficoltà e le criticità ancora presenti sui posti di lavoro, le carenze nella formazione dei lavoratori e perfino la mancata percezione dei pericoli sui luoghi di lavoro da parte di troppi lavoratori e lavoratrici. Su questa materia non servono iniziative spot: serve invece un’azione di sensibilizzazione continua, una mobilitazione che si snodi sul lungo periodo, affinché l’attenzione alla salute e sicurezza diventi un patrimonio culturale concreto di tutti i lavoratori e in tutti i posti di lavoro. Occorrono investimenti importanti per aumentare i controlli e la vigilanza sui territori, così come bisognerà avvalersi anche del supporto dell’innovazione tecnologica per salvare vite umane. Perché è di questo che stiamo parlando: salvare vite.
Un messaggio che si leverà forte e chiaro anche dalla grande Assemblea nazionale su salute e sicurezza indetta dalla Cisl per sabato 13 aprile che richiamerà al PalaTiziano di Roma, migliaia di delegate e delegati della sicurezza con l’obiettivo di sensibilizzare persone, istituzioni e imprese su questa emergenza, per migliorare e rafforzare le misure introdotte negli ultimi provvedimenti e promuovere una proposta complessiva.
Basta morti nelle fabbriche, nei cantieri, nell’agricoltura, ovunque accadano: lavoriamo insieme, lavoriamo tutti per l’obiettivo comune di un lavoro dignitoso e finalmente rispettoso del valore della vita umana.
