
Riguardo al Deposito scorie radioattive la partita, purtroppo, è ancora più aperta e dobbiamo opporci con ogni mezzo dato che, nel Lazio, sono ben 21 su 51 i siti individuati come idonei e rientrano solo nella provincia di Viterbo.
Ho espresso con fermezza la mia contrarietà già nel gennaio 2021, appena dopo la pubblicazione della Carta Nazionale delle Aree Potenzialmente Idonee (CNAPI), presentando, in consiglio regionale, un ordine del giorno in cui non solo sottolineavo che la Tuscia non può ospitare le scorie radioattive essendo un territorio a forte vocazione agricola e con importanti vincoli paesaggistici e archeologici, ma anche che la maggior parte delle aree interessate erano a rischio sismico.
Tali valutazioni ambientali persistono tutt’oggi e il ritiro dell’autocandidatura del comune di Trino Vercellese, rende ancora più realistico il grave pericolo che incorrono i territori della Tuscia riguardo la possibilità che venga installato il deposito di scorie nucleari in una delle 21 aree considerate idonee dalla Sogin.
Continuerò ad oppormi affinché ciò non accada con una forte pressione politica e ribadirò la mia contrarietà in ogni sede istituzionale stando al fianco di tutti i Sindaci della provincia perché il segnale che abbiamo dato con la marcia “Tuscia in Movimento”, dove hanno preso parte i rappresentanti delle istituzionali locali e migliaia di cittadine e cittadini, non può rimanere inascoltato.
