
Qualche giorno fa, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella è stato a Colleferro, portando l’abbraccio di tutta l’Italia alla famiglia di Willy Monteiro Duarte, giovane simbolo di coraggio, solidarietà e lotta contro la violenza. Un gesto che ha commosso profondamente, ricordandoci quanto sia urgente costruire una società più umana.
Eppure, mentre il Presidente rende omaggio a questa memoria, così forte e viva, la Giunta Rocca tiene ancora fermo il premio dedicato a Willy, un premio che abbiamo voluto fortemente e che è stato istituito nella scorsa legislatura. Quel premio è molto più di un riconoscimento: è un seme di speranza, un messaggio rivolto ai ragazzi e alle ragazze delle scuole del Lazio affinché imparino a scegliere la strada del rispetto, dell’inclusione e della solidarietà.
Ogni anno, grazie alla spinta del Partito Democratico, i fondi per questo premio vengono inseriti nel bilancio regionale, ma la Giunta Rocca continua a non spenderli, lasciando l’iniziativa ferma, incompiuta, come se la memoria di Willy fosse qualcosa di secondario. Una ferita aperta per chi crede che la scuola sia il primo luogo dove combattere la violenza e costruire la pace.
Nella scorsa legislatura, oltre al premio, abbiamo realizzato azioni concrete: in particolare è stata finanziata e realizzata una piazza bianca, nel luogo dove Willy è stato brutalmente ucciso, ed abbiamo sostenuto la creazione di un murales in un quartiere popolare di Colleferro. Due segni tangibili di ricordo e impegno civile che parlano a tutta la comunità.
Una memoria come questa non può, e non deve, essere mai terreno di divisioni politiche. Per questo ci appelliamo con forza al presidente Rocca e alla sua maggioranza affinché smettano di nascondersi dietro inerzie e silenzi e facciano finalmente vivere questo premio nelle scuole. Perché la storia di Willy deve essere un faro per le nuove generazioni!
Bloccare il premio significa ignorare il dolore e il coraggio di una comunità, significa tradire quei valori di giustizia e solidarietà per cui Willy ha dato la vita.
Noi non ci arrendiamo. Continueremo a lottare affinché il premio da noi creato diventi realtà, perché la memoria non resti parole vuote, ma si trasformi in impegno vivo e quotidiano.
Willy non deve essere dimenticato. La sua storia ci chiama a costruire un futuro migliore, più umano, più rispettoso. Noi ci saremo, con tutta la forza e la determinazione che abbiamo, per portare avanti questa battaglia di giustizia e memoria.
