
Siamo andati a finire sui giornali e in TV. Che triste primato essere annoverati tra i cinque comuni in Italia dove sono stati annullati i cortei di commemorazione delle vittime del nazifascismo e delle lotte e dei bombardamenti per la Liberazione.
L’artefice dell’offesa alla memoria del nostro paese è il “primo cittadino” Alessandro Cefaro. In TV nazionale si è giustificato dicendo che è stato frainteso, sostenendo con una smorfia sorniona che “quelli del Comitato 25 Aprile Genazzano Antifascista abbiano voluto fraintendere appositamente”. Una vergogna.
Questa è la frase usata nel post informativo dalla sua Amministrazione riguardo le iniziative in programma per i giorni 25, 26 e 27 Aprile: “il tradizionale corteo accompagnato dalla banda non verrà svolto”, badate bene, in un programma che comprendeva decine di iniziative, l’unica annullata è stato il corteo!
Quello che è successo il 24 mattina lo sappiamo tutti: post dei nostri consiglieri regionali, pubblicazioni sui quotidiani… quello che invece non si sa è che il sindaco, nel pomeriggio, ha chiamato tutte le componenti del Comitato (forze politiche, associazioni, liberi cittadini) per discutere il da farsi lasciando annullato il corteo! Nessuno ha raccolto l’invito.
Un teatrino indegno in un paese dove le strade e le piazze principali sono intitolate ai nostri martiri Emilio D’Amico, assassinato alle Fosse Ardeatine, Antonio Gionne assassinato sulla strada a lui dedicata, Antonio Andreani trucidato da una squadraccia nella cantina sulla strada che porta il suo nome, Via della Resistenza, e tanti altri luoghi di dolore e memoria.
Immaginate la sorpresa la mattina del 25 trovarlo in piazza alla testa del corteo. Non lo abbiamo permesso, ha sfilato con un assessore e un consigliere, ha tenuto il discorso da solo, quando lui ha terminato noi abbiamo commemorato.
Quello che più rattrista è l’utilizzo del lutto del nostro amatissimo Papa Francesco per “smorzare” l’eco della festa che dovrebbe essere di tutti.
Il Comitato 25 Aprile Genazzano Antifascista ha iniziato a lavorare a fine febbraio per rendere solenne e viva questa giornata, abbiamo voluto fortemente una serie di iniziative che siamo riusciti a svolgere con entusiasmo, commozione e serietà.
Siamo pronti a disobbedire come hanno fatto i nostri partigiani per mantenere alta l’attenzione sui valori fondanti la nostra Costituzione.
