Era il 25 marzo 1995 quando con l’approvazione del suo primo statuto si costituisce, su intuizione del nostro copresidente don Luigi Ciotti, Libera, associazioni, nomi e numeri contro le mafie. Trent’anni di una rete plurale di associazioni, cooperative sociali, movimenti e gruppi, scuole, sindacati, diocesi e parrocchie, gruppi scout, coinvolti in un impegno non solo “contro” le mafie, la corruzione, i fenomeni di criminalità e chi li alimentama profondamente “per”: per la giustizia sociale, per la ricerca di verità, per la tutela dei diritti, per una politica trasparente, per una legalità democratica fondata sull’uguaglianza, per una memoria viva e condivisa, per una cittadinanza all’altezza dello spirito e delle speranze della Costituzione.

Libera nasce sulla decisiva relazione tra Memoria delle vittime innocenti di mafie e Impegno quotidiano contro mafie e corruzione.

La Memoria per mantenere vivo il ricordo delle vittime innocenti delle mafie e per camminare al fianco dei loro familiari, trasformando il loro dolore in impegno civile. A tali fini è rivolta l’attività di raccolta delle testimonianze dei congiunti delle vittime, in quanto testimoni diretti di ciò che è accaduto e che possono donarci i lorio ricordi, fulcro da cui partire per la ricostruzione delle storie delle vittime innocenti. Attività che resta uno degli obiettivi primari di Libera per costruire percorsi che ci aiutino a elaborare un’idea di Memoria che vada oltre il rischio della retorica e conservi il racconto di fatti realmente accaduti che hanno colpito non solo le famiglie delle vittime, ma l’intera  comunità. Da questi percorsi nasce l’esigenza di pensare con attenzione al ruolo della testimonianza che rende vivo il ricordo e pone le basi della trasformazione della memoria individuale in memoria collettiva. Che racconta un pezzo di storia del nostro Paese.

È così che nasce nel 1996 la Giornata della Memoria e dell’Impegno in Ricordo delle Vittime Innocenti di Mafie diventata poi nel 2017 legge dello Stato. Con questo spirito nasce a Roma in via Stamira 5, ExtraLibera, uno spazio aperto e accessibile a tutti, dove sono raccolte tutte le storie delle vittime innocenti delle mafie. Un progetto multimediale in un bene confiscato per reati di criminalità economica, spazio interattivo che offre un viaggio sensoriale attraverso immagini, suoni e storie su corruzione, mafie e antimafia. Il centro offre anche il primo archivio nazionale e internazionale su questi temi. ExtraLibera si propone come un luogo polifunzionale per tutti: dai neofiti ai ricercatori, che potranno anche contribuire alla crescita del patrimonio documentale. Il progetto è collegato a banche dati internazionali, garantendo l’accesso sia in loco sia online.

La storia del luogo

Si tratta di un ex cinema progettato negli anni ’40, chiuso negli anni ’90 per diventare sala bingo, confiscata poi nel 2014. Con circa 700 mq, l’immobile ospita oggi un percorso multimediale, spazi per associazioni e gli uffici di Libera. La Corte di Cassazione ha confermato la confisca nel 2020 e le chiavi sono state consegnate a Libera nel maggio 2021 a seguito di un bando pubblico della Regione Lazio. Interamente ristrutturato da Libera grazie a donazioni private, da pochi mesi, non ancora inaugurato formalmente, è stato aperto al pubblico 

Il percorso multimediale 

Extralibera è un percorso immersivo, pensato per essere vissuto da soli anche se si è in gruppo. Grazie all’ausilio di cuffie, una voce narrante disponibile in italiano e in inglese, accompagna l’ospite nella comprensione e nell’osservazione dei vari contenuti.

L’esperienza è progettata per suscitare una profonda riflessione sul tema della lotta alle mafie e sul movimento antimafia per incoraggiare chi visita lo spazio ad attivarsi anche nel proprio quotidiano. Il partecipante ha l’opportunità di personalizzare l’esperienza abbinando a ogni visita la storia di una vittima innocente delle mafie che darà modo di affrontare argomenti diversi come ecomafie, diffusione del crimine organizzato, corruzione e riutilizzo dei beni confiscati.

Nello spazio centrale del percorso, la hall di ingresso è dotata di mega schermi che introducono i visitatori alla complessità dei fenomeni legati alle mafie. Ogni visitatore può pronunciare il nome di una vittima innocente delle mafie, un gesto che rappresenta memoria, impegno e coinvolgimento. Questo atto crea un “coro polifonico” di ricordi, trasformando i nomi in materia viva, suono ed emozione.

L’architettura accogliente della hall invita al dialogo, mentre tre schermi tematici offrono una panoramica sulle mafie e sull’antimafia sociale e istituzionale, con aggiornamenti periodici sui temi prioritari per Libera. Il primo schermo presenta una definizione delle mafie e della corruzione attraverso le voci di magistrati ed esperti. Un secondo schermo fornisce una sintesi infografica sui dati più significativi riguardanti le organizzazioni criminali e i beni confiscati. Infine, “Il bollettino” collabora con il progetto “Lavialibera” per raccontare l’attualità e dare voce ai giovani e alle reti internazionali di Libera. Completato questo primo sguardo d’insieme, inizia il percorso immersivo per il visitatore.

tre saranno le installazioni che guideranno la scelta della vittima innocente da parte di chi sta compiendo la visita:

  1. Il tavolo della Memoria 
    Sono i volti delle vittime innocenti delle mafie, nelle immagini e nelle foto che Libera ha raccolto in questi 26 anni di vicinanza ai loro familiari. Un flusso costante di ritratti, che si alternano – in proiezione – all’interno di cornici dedicate. Ogni cornice è diversa dall’altra come diverse sono le storie umane che inquadrano, ma tutte hanno un micro LED che pulsa, come un respiro. 
  2. I Fiori dell’Impegno 
    Al centro della sala c’è un tavolo luminoso, su cui si intravede una mappa dell’Italia. Su di essa viene proiettato un continuo flusso di fiori che sbocciano, in grafica animata. Ogni fiore, non appena sarà toccato, si aprirà mostrando un breve video, che racconterà l’esperienza di rigenerazione.
  3. La parete del patto 
    Sul fondo della hall una parete attrarrà l’attenzione del visitatore: su di essa, infatti, alcuni nomi scorreranno in un flusso incessante. Di fronte alla parete è posto un microfono con un LED che pulsa. Avvicinando il testimone alla parete, la voce in cuffia guiderà il visitatore verso il nome della vittima scelto, in un’ottica di corresponsabilità. A quel punto, lo schermo mostrerà il volto della storia scelta e inizierà il percorso nelle tre sale successive.

Sala 1: Lo spazio della consapevolezza

Nella prima sala l’ospite comincia a conoscere la storia della vittima che ha scelto e a individuare, tra forti stimoli visivi, il contesto di appartenenza. L’intento è di creare, attraverso l’isolamento dal flusso continuo e irrazionale di informazioni a cui si è quotidianamente sottoposti, una consapevolezza sulla condizione nel quale i fenomeni mafiosi trovano spazio.

Sala 2: Lo spazio della responsabilità

La sala è stata concepita come uno spazio di assoluto silenzio e senza punti di riferimento definiti per aiutare l’ospite nell’esperienza di riflessione. Attraverso l’ascolto di testimoni privilegiati, come i familiari delle vittime innocenti delle mafie e le persone che hanno conosciuto la vittima innocente, l’ospite stabilirà una connessione intima e personale con la storia.

Sala 3: Lo spazio dell’azione

L’allestimento, che richiama l’ambiente naturale di una foresta, mira a sensibilizzare sull’importanza delle proprie scelte. Le immagini proiettate in questa sala evidenziano la bellezza del “costruire” in contrapposizione alla brutalità causata da illegalità e corruzione. Questo spazio mette in luce il lavoro sulla memoria portato avanti dai presidi di Libera, i frutti dell’impegno dedicati alla vittima come i beni confiscati riutilizzati che portano il suo nome e il legame con il movimento antimafia.

Per info e prenotazioni:
extralibera@libera.it
tel 06/69770361

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