La via da percorrere non è facile nè sicura ma deve essere percorsa e lo sarà
Altiero Spinelli

Il tempo di volo da Roma a Bruxelles è di circa 2 ore, sono circa 1400 chilometri,  ma il percorso che è necessario intraprendere è decisamente più …breve!
Intenso, impegnativo ma breve!
Semplicemente è necessario muoversi sulla strada che alcuni giovani folli, idealisti ed europeisti convinti hanno permesso ad altri giovani di percorrere più di ottanta anni fa.
In quell’avverbio c’è tutto: la scelta politica, la visione del futuro, la consapevolezza del passato; in quell’avverbio non c’è la volontà di disgregazione, non c’è la risolutezza di una rilettura di parte e sbagliata della nostra comune storia europea.


Siamo stati fortunati a partecipare al primo viaggio organizzato per gli amministratori da Nicola Zingaretti; lo siamo stati non solo perché abbiamo potuto essere ammessi fin dentro il cuore pulsante delle democrazia europea ( ed il nostro di cuore ha accelerato i battiti), lo siamo stati non solo perché abbiamo potuto dialogare con Javier Moreno Sanchez -capodelegazione spagnola-e con Irene Tinagli -presidente della commissione housing-; lo siamo stati non solo perché abbiamo compreso in maniera più dettagliata le politiche e le opportunità che sono messe a disposizione degli enti locali.


Siamo stai fortunati a partecipare a questo viaggio, insieme ad altri 28 amministratori locali di tutto il Lazio,  perché abbiamo compreso che il nostro partito, la nostra idea di Europa è così viva e vitale, è così feconda di altre idee, di tanto impegno e di numerosi risultati che le insensate paroline di una semplice capo di governo non la scalfiscono, semmai rafforzano in tanti, veramente tanti, la volontà di proseguire lugo quella strada che Altiero Spinelli, al quale è intitolato il Parlamento Europeo, ha tracciato per noi tutti.


Europa, e non l’Europa (questa matrigna che ha come unico scopo quello di annichilirci come ci vorrebbero incautamente fa credere coloro che non sanno neanche dove sia di casa Europa) è la forza che unisce e contraddistingue le migliaia di giovani (e ne abbiamo visti tantissimi, Bruxelles pullula di giovani) che ogni anno si muovono, studiano, lavorano,  amano sapendo che le semplici differenze linguiste non sono una barriera ma sono la base dalla quale partire e percorre la strada che li porta a sentirsi comunità.
In tre giorni intensi ed impegnativi abbiamo respirato la lungimiranza di un’idea che rivolgendosi al futuro chiede a tutti noi nel presente di contribuire a realizzarlo.


In tre giorni emozionanti e conviviali abbiamo osservato come il rispetto dell’altrui differenza porta alla creazione di rapporti di reciproca stima e di collaborazione producendo così risultati per tutti.
In tre giorni stancanti ed entusiasmanti abbiamo confermato, intessendo rapporti, dialogando ed imparando, la nostra scelta di essere portatori, lungo quella strada, nei nostri territori e grazie al nostro operato politico di essere alfieri di quell’idea di Europa che altri prima di noi hanno portato avanti.

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