
La Giunta Regionale del Lazio con Deliberazione n. 1161 del 23/12/2024, ha approvato il Piano Regionale di Dimensionamento delle Istituzioni Scolastiche per l’anno scolastico 2025/26, un’amara e autonoma scelta di indirizzo che distrugge e non migliora l’offerta scolastica sul territorio regionale.
Per l’anno scolastico 2025-2026 è stato assegnato alla Regione Lazio un contingente organico dei Dirigenti scolastici e dei Direttori dei servizi generali e amministrativi di 679 unità, con la riduzione di n. 23 autonomie scolastiche per la Regione Lazio, di cui 14 per Roma e Provincia.
Una scelta di natura puramente economica, che non tiene conto dei contesti territoriali e sociali, in certe situazioni fortemente diversi tra loro.
Per l’anno scolastico 2025/26 le misure di riorganizzazione della rete scolastica hanno previsto l’accorpamento, la disaggregazione, il cambio di aggregazione delle Istituzioni scolastiche del I ciclo e del II ciclo (Direzioni didattiche, Istituti comprensivi, Scuole secondarie di primo grado, Scuole secondarie di secondo grado) presenti nel territorio regionale o di parti di esse (plessi, sezioni staccate o succursali) ma con scelte inaspettate e non condivise, in particolare nel caso di accorpamento di alcuni istituti superiori.
La Delibera n.1161/24 prevede l’accorpamento del liceo artistico Caravillani al liceo classico Dante Alighieri e dell’istituto aeronautico De Pinedo di via Francesco Morandini all’istituto nautico Colonna di via Salvatore Pincherle, per quanto riguarda la città di Roma. Anche l’area metropolitana non è stata risparmiata dagli inaspettati accorpamenti: gli istituti Fermi e Olivieri saranno accorpati a Tivoli, a Civitavecchia lo Stendhal e il Luigi Calamatta, a Frascati il Pantaleoni con il Michelangelo Buonarroti.
Lo sconcerto maggiore è stato nel rilevare che in tutta la fase di interlocuzione con i soggetti interessati, non era mai emersa la possibilità di coinvolgere gli istituti superiori nel piano di accorpamento, visto il trend di crescita nelle iscrizioni agli istituti superiori, che durerà almeno per altri due, tre anni, rispetto agli istituti comprensivi dove invece si registra un calo degli iscritti.
Il piano di dimensionamento scolastico dovrebbe sempre perseguire l’obiettivo di contemperare l’esigenza di un’azione didattico-educativa che risponda alle previsioni normative con un’offerta formativa equilibrata ed efficace, che sia in grado di soddisfare i bisogni del territorio e dell’utenza.
Gli effetti degli accorpamenti saranno evidenti nei problemi che creeranno da un punto di vista sia gestionale ed amministrativo sia sociale. I Dirigenti Scolastici e i DSGA (Direttore dei Servizi Generali e Amministrativi), in alcuni casi si troveranno a gestire il doppio degli studenti e di plessi scolastici mentre i docenti ed il personale scolastico, dovranno spostarsi da una sede all’altra durante l’orario delle lezioni con conseguenze dirette sugli studenti e sulle studentesse e sul loro apprendimento.
Studi recenti hanno evidenziato il forte disagio psicologico e diverse problematiche rilevate tra gli studenti nel post pandemia. Situazioni di vulnerabilità e disagio, che le scuole stanno cercando di affrontare con progetti di sostegno che richiedono tempo e risorse per essere realizzati in maniera efficace. Questi progetti rischieranno però di diventare sempre più difficili da organizzare e gestire con gli accorpamenti e la creazione di maxi istituti. Se c’è bisogno di maggiore presenza delle istituzioni scolastiche per sostenere i giovani, come possiamo pensare di aiutarli dimezzando di fatto le persone che possono sostenerli? A quanti ragazzi e ragazze rischiamo di non riuscire a dare una risposta?
Pertanto, da un punto di vista istituzionale, sarà necessario confrontarsi con la Regione per chiedere quali sono stati i criteri che hanno stabilito i nuovi accorpamenti e soprattutto bisognerà richiedere una revisione se non addirittura la sospensione dell’attuale delibera.
Le scelte calate dall’alto, come questo dimensionamento, soprattutto quando riguardano settori fondamentali di una società come quello dell’istruzione scolastica, sono solo deleterie se non sono concertate con i soggetti coinvolti, sono un colpo di mano ai danni di una comunità, da quella dei territori più periferici a quelle delle grandi città del territorio laziale.
