Roma è una città complessa che sconta una storica mancanza di visione a lungo termine, una città che presenta tante criticità che possono essere affrontate solo con un governo aperto al costante confronto con le parti sociali, le realtà associative, i comitati di quartieri, le forze politiche. É necessario ridare centralità all’Aula Giulio Cesare. Il Consiglio Comunale deve tornare nella pienezza dei propri poteri. Roma non può essere governata con l’estensione dei poteri commissariali che espropriano le Istituzioni delle funzioni fondamentali assegnate ad esse dalla Costituzione.


Dobbiamo avere tutte e tutti un forte senso di responsabilità nei confronti della capitale. Roma affronta una serie di sfide complesse, per affrontarle nel modo migliore, è necessario che i cittadini partecipino ad una discussione aperta e unitaria sul futuro della città, è necessario che le voci delle forze sociali, sindacali, dei comitati e delle associazioni tornino a essere ascoltate e considerate. La gestione dell’amministrazione capitolina, fino a oggi, si è concentrata soprattutto sugli eventi straordinari come il Giubileo, ma ora è il momento di aprire un dialogo più ampio che coinvolga tutte le parti attive nella città.


Roma è una città che, nonostante la sua storia millenaria e il suo ruolo di capitale, si trova a dover affrontare numerose questioni irrisolte. Tra esse la questione Rifiuti. La scelta di realizzare un Inceneritore a Santa Palomba, criticato non solo dai comitati locali, ma anche da numerosi esperti e scienziati è dannosa per la salute pubblica, l’ambiente, e le finanze della città. Questo inceneritore rappresenta una delle tante decisioni che devono essere totalmente rivalutate sulla base delle evidenze scientifiche e in un’ottica di progettazione di un ciclo dei rifiuti maggiormente sostenibile.


Un altro problema che continua a suscitare preoccupazione è quello del porto turistico di Fiumicino, così come la costruzione dello stadio di Pietralata che rappresentano esempi di consumo di suolo che devono essere evitati. A questi si aggiungono altre situazioni critiche, come la lottizzazione di Ostia, il degrado del pratone di Torrespaccata, e la tutela del lago ex-SNIA, tutte aree che dovrebbero essere protette per preservare il verde urbano e limitare ulteriori danni all’ambiente.


Va chiarita la questione degli autodemolitori, che rischiano di essere trasferiti nell’area limitrofa al Parco dell’Appia Antica, una zona di grande valore storico e naturalistico che dovrebbe essere tutelata in ogni modo. Tutti questi esempi sottolineano l’urgenza di una pianificazione urbana che guardi al futuro, bisogna partire da questioni centrali come la gestione dei rifiuti, attraverso un sistema di raccolta differenziata porta a porta, e da un nuovo approccio all’urbanistica, al diritto alla casa, al traffico e ai trasporti.


Di fronte alla mole di problemi che Roma deve affrontare nessun progetto può essere portato avanti con successo senza un ampio coinvolgimento delle forze politiche, sociali, sindacali, delle associazioni e dei comitati cittadini. È necessario un piano condiviso per la città, mettendo al centro la sostenibilità e la partecipazione. Roma deve fermare l’espansione urbanistica, è arrivato il momento di fermare il consumo di suolo e di puntare al recupero delle periferie, migliorando la qualità della vita. Gli sforzi fatti per combattere le disuguaglianze non sono sufficienti, permangono ancora sacche di emarginazione legate ai cosiddetti “lavoratori poveri”. Il problema delle disuguaglianze si riflette anche nell’emergenza abitativa: Roma è una città che, nonostante la presenza di oltre 2 milioni di abitazioni, vede ancora 18.000 famiglie in lista d’attesa per una casa popolare. Questo paradosso è il risultato di politiche di consumo di suolo che non hanno migliorato il diritto alla casa, ma hanno anzi aggravato la situazione, favorendo la speculazione edilizia senza rispondere alle reali esigenze della popolazione.


Roma deve affrontare anche altre questioni urgenti, come la gestione del suo patrimonio culturale e ambientale. L’attenzione alla cultura, in particolare i teatri, e al litorale, con la necessità di rivedere le concessioni balneari, è fondamentale per il rilancio della città. È evidente l’impoverimento del patrimonio arboreo che favorisce l’aumento dei picchi di calore, fenomeni che mettono a rischio le fasce più deboli della popolazione. Anche le piogge intense rappresentano una minaccia per la città, aumentando il rischio idrogeologico e causando danni strutturali a edifici e infrastrutture.


In questo contesto, riteniamo che promuovere politiche di compensazione urbanistica risalenti addirittura a 25 anni fa sarebbe un gravissimo errore. Queste politiche, infatti, non fanno altro che peggiorare la situazione, favorendo un modello di sviluppo che non tiene conto della sostenibilità e dell’equilibrio ambientale di Roma.


Siamo convinti che Roma non possa limitarsi a completare i cantieri aperti per il Giubileo e il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), né tantomeno realizzare l’inceneritore di Santa Palomba, contro il quale insieme alla CGIL e al mondo ambientalista, abbiamo sempre lottato. Per invertire il declino della città, è necessario un cambio di passo che coinvolga tutte le forze politiche e sociali in un confronto aperto e trasparente.


Roma deve guardare al futuro con una visione di ampio respiro, ampliando l’attuale maggioranza e aprendo un dialogo costruttivo con il Movimento 5 Stelle, come sta avvenendo in altre città e regioni. L’obiettivo è costruire una nuova alleanza ecologista, progressista e femminista, che possa guidare la città verso un futuro più equo e sostenibile.


Dobbiamo lavorare affinché la capitale, in un momento così difficile, possa essere governata delle forze di sinistra ed ecologiste le sole che possono garantire scelte a tutela della giustizia sociale e di quella ambientale e climatica.


Nei prossimi mesi è necessario che siano messe in campo una serie di iniziative pubbliche per discutere i problemi della città coinvolgendo i cittadini nel processo decisionale. Promuovere questa grande discussione cittadina è compito di tutte le forze sociali e politiche democratiche, progressiste, ecologiste e femministe che hanno a cuore il futuro migliore per Roma.
Roma è una città dalle potenzialità straordinarie, ma per realizzarle è necessario un progetto condiviso che metta al centro la sostenibilità, l’inclusione e la partecipazione. Serve costruire una città più giusta, ecologica e solidale, capace di affrontare le sfide del futuro con coraggio e visione.

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