
La Regione Lazio è ormai bloccata da mesi a causa dei dissidi interni alla maggioranza che sostiene il Presidente Rocca. Forza Italia, che ha più che raddoppiato i propri consiglieri da inizio legislatura, rivendica maggiore peso all’interno della Giunta ma Fratelli d’Italia e Lega non sembrano disposti a cedere. L’oggetto del contendere è tutto qui. Una delle solite questioni di malapolitica legate solo alla spartizione del potere e delle poltrone.
Ma le lotte interne non riguardano solo le frizioni tra i partiti, sono presenti anche all’interno dei partiti stessi, come dimostra la recente vicenda di Cotral che vede su due fronti opposti le correnti che fanno capo a Giorgia Meloni e a Fabio Rampelli, decise a non mollare di un centimetro sull’esercizio del proprio potere.
Ripercorriamo velocemente la vicenda.
Ad agosto, scaduti i termini per nominare il nuovo CDA di Cotral, su sollecito delle opposizioni, il Presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, provvede a nominare Presidente di Cotral Manolo Cipolla, ex operaio della stessa azienda ed ex Assessore all’Urbanistica di Palombara Sabina, scelto in quota Fratelli d’Italia e vicino all’area meloniana. La Direzione Regionale Trasporti, però, diretta espressione dell’assessorato ai trasporti guidato da Fabrizio Ghera, rampelliano, ha manifestato la sua contrarietà riguardo le deleghe da attribuire a Cipolla, bloccando di fatto l’azienda regionale di trasporto pubblico.
Stamattina, di nuovo a seguito della denuncia pubblica di questo stallo da parte delle opposizioni, per provare a salvare il salvabile, è sceso in campo l’Assessore al Bilancio Giancarlo Righini, dell’area del Ministro Francesco Lollobrigida, che, in Giunta, sconfessa il parere della Direzione Regionale Trasporti e assegna i poteri statutari al presidente Cipolla, segnando un punto a favore della compagine meloniana.
Questa paralisi, sciolta dall’intervento di Righini, rischiava di impedire a Cotral di erogare il servizio poiché sarebbe stato impossibile garantire il normale svolgimento del servizio da parte di Cotral in quanto ne avrebbero risentito le normale operazioni dell’azienda tra cui l’erogazione degli stipendi delle lavoratrici e dei lavoratori sia l’acquisto di carburante, con gravi ripercussioni sulla vita dei cittadini e delle cittadine che ogni giorno si muovo nella Regione.
Non vogliamo fare della vuota retorica, sappiamo che la politica è fatta di normali confronti dialettici negli stessi schieramenti. Il punto però qui è diverso: questi dissidi non nascono da visioni diverse su come affrontare un problema ma su come spartirsi poltrone e potere.
Questo tira e molla a cui assistiamo da mesi tra i partiti e nei partiti della maggioranza Rocca, rischia davvero di paralizzare la Regione e la vicenda Cotral lo testimonia plasticamente. E non importa che la questione sia stata temporaneamente risolta perché il problema oltre che nel merito, sta nel metodo messo in campo da una destra che per raggiungere i propri obiettivi di parte, è disposta a mettere al primo posto i propri interessi anche a scapito della qualità della vita delle persone. La Regione Lazio ha decine di aziende che si occupano di erogare servizi primari e i cittadini e le cittadine: quanto a lungo dobbiamo ancora subire questa sceneggiata e le sue conseguenze?
