Il voto per le Europee ci ha riconsegnato, finalmente, un Partito Democratico attore principale della politica italiana. Grazie alla guida coraggiosa ed inclusiva di Elly Schlein e del nuovo gruppo dirigente, ancor prima che a crescere elettoralmente, siamo tornati ad essere un interlocutore per tanti ambiti della nostra società che ci avevano cancellato dopo il disastro renziano.

Con la consapevolezza che un Partito Democratico forte non serve per vincere da solo le elezioni, ma per essere pilastro di una nuova alleanza tra forze democratiche e progressiste per il Paese, sia a livello politico sia a livello sociale. Su questo si sta spendendo la segretaria Elly Schlein, ed in questo senso vanno colte le grandi manovre di cui ci raccontano i giornali e che subodoriamo quotidianamente: è chiaro che se allarghi, le rendite di posizione di conventicole e caminetti vanno scemando e perdendo potere; da qui il tentativo di tanta vecchia guardia di ricomporsi e riaggregarsi.

Questo è vero anche se scendiamo sul livello locale. A Roma governiamo, e l’azione del Sindaco Gualtieri e della maggioranza sta rimettendo in moto la città dopo più di 10 anni di difficoltà, raccogliendo sempre più l’apprezzamento dei cittadini e disegnando la possibilità di confermarsi alla guida della città.

E tuttavia sbaglieremmo se non cogliessimo le grandi opportunità che la nuova fase politica costruita dalla segreteria nazionale del Partito Democratico ci offre: la possibilità di costruire anche a Roma una grande alleanza politica e sociale in grado di aprire un ciclo. Perché se è vero che con Gualtieri stiamo governando molto bene la città, è altrettanto vero che non è detto che questo sia sufficiente a proporre ai cittadini una duratura fase di rinnovato slancio.

Apriamo immediatamente, Partito ed amministrazione, un tavolo di confronto con le forze democratiche e progressiste di questa città che oggi non sono nostre alleate nel governo cittadino, a partire dal Movimento Cinquestelle, per arrivare a costruire, in vista del 2027, un solido progetto politico che indichi ai cittadini una prospettiva di 15 anni e non semplicemente di un mandato.

Ci sono ancora differenze, soprattutto nella lettura delle precedenti esperienze di governo di Roma, ma nei contenuti le distanze sono molto meno marcate di quanto si possa pensare. E compito della politica è proprio quello di trovare un terreno comune sul quale rinnovare un’azione di innovazione e cambiamento della città che ci consenta di dare ancora più slancio al grande lavoro che stiamo facendo.

Anche per segnare un orizzonte entro il quale la mia generazione, contrariamente a quelle precedenti, possa veramente lasciare spazio a classi dirigenti rinnovate e capaci di interpretare quella speranza di giustizia sociale ed innovazione civile di cui la nostra società ha tanto bisogno.

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