L’uscita dall’ Area Metropolitana di Roma e la conseguente realizzazione di una nuova provincia, “Porta d’Italia”, è un progetto non attuabile dal punto di vista giuridico che non rispetta la norma prevalente prevista dalla legge 56/2014 (Delrio).

L’articolo 21 del Tuel (testo unico enti locali) viene superato da una deliberazione del consiglio dei ministri del 20 luglio 2012, che all’articolo 1 spiega che per costituire una nuova provincia serve una dimensione territoriale da 2500 km quadrati e una popolazione residente non inferiore a 350 mila abitanti. Parametri di cui non dispongono i Comuni interessati al progetto.

C’è anche da dire che sotto il profilo economico, quindi dei bilanci comunali, andrebbero a rinunciare ai contributi erogati dalla Città Metropolitana di Roma che negli ultimi 2 anni sono stati pari a 67 milioni di euro e che con la nuova provincia essendo un ente di secondo livello non potrebbero più raggiungere. Questo dal punto di vista regolamentare, poi ci dovrebbe essere la politica, trasparente, inclusiva e democratica, ma anche da questo punto di vista è carente se non addirittura inquietante.

Alcuni comuni tra i quali i più grandi e rappresentativi, sia dal punto di vista politico che di estensione demografica e di territorio hanno già votato a colpi di maggioranza delibere consiliari che vanno incontro alle volontà politiche dei Sindaci promotori di tale progetto.

Il Comune di Fiumicino il 9 aprile 2024 in sede di consiglio comunale ha votato con i voti,  tredici per l’esattezza, della sola maggioranza del Sindaco Mario Baccini, una delibera con cui si pronuncia positivamente in modo evasivo e generico per l’istituzione di una nuova provincia da Fiumicino fino a Civitavecchia, conglobando tutti i comuni del litorale nord di Roma, senza indicare nel documento che tipo di ricadute positive eventualmente ci fossero e che vantaggi effettivi possano avere gli stessi comuni interessati.

Il Comune di Civitavecchia e di Santa Marinella hanno fatto altrettanto nel mese di aprile, ed il Comune di Ladispoli si sta adeguando convocando a breve l’aula.

Alcuni Comuni zona lago di Bracciano invece si sono tirati fuori dal progetto come quello di Cerveteri.

E’ evidente che allo stato attuale, a meno che il governo del paese non produca una nuova norma ad hoc e con il governo a guida Giorgia meloni tutto è possibile, la strada per motivi diversi è molto in salita e irta di ostacoli normativi.

Quello che appare evidente a tutti o quasi, che al momento non si evincono convenienze per i cittadini residenti di questi territori nello uscire dall’ambito della sfera Romana ed è ancora più incomprensibile come mai nessun Sindaco eletto democraticamente dai cittadini nelle ultime elezioni amministrative, non abbia ritenuto necessario tornare attraverso forme diverse, compreso un referendum, per capire se avessero il consenso, ascoltando i propri cittadini, visto anche che in nessun dei programmi elettorali con cui coloro hanno vinto le elezioni, è indicata questa importante iniziativa istituzionale.

Insomma mentre siamo nel tempo delle “cattive riforme” del governo Meloni, come il Premierato e la Riforma Fiscale, avere anche questa “boutade dal sapore elettorale” come la nuova provincia de noantri la Porta d’Italia ne avremmo fatto volentieri a meno.    
Stefano Calcaterra

Rispondi

Scopri di più da DIURNA.NET

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere

Scopri di più da DIURNA.NET

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere