Il dibattito sul centro sinistra diviso che ha permesso alla destra di vincere le ultime elezioni politiche è sempre più centrale e la costruzione di un’alternativa unitaria è una priorità. Le europee non aiutano lo sviluppo di questa discussione visto che la legge elettorale per Bruxelles spinge ad una competizione esasperata tra le forze politiche, e lo 0,3% da rosicchiare al vicino è la strada più semplice per la campagna elettorale. Nelle prossime settimane questo fenomeno sarà sempre più esacerbato, ma poi si tornerà alla realtà.
Nel Paese, una minoranza governa grazie alle divisioni della sponda opposta e nonostante sia molto frammentata sul piano politico, funziona benissimo come cartello elettorale. Che poi alla prova del governo sia un disastro, è un altro tema.
Ma il punto non sono loro: siamo noi.

La cultura unitaria certo è una componente rilevante della politica con la P maiuscola, ma da sola non risolve i grandi temi  che oggi si fa fatica ad affrontare: serve una visione un più critica del mercato, in grado di porre al centro della battaglia politica il tema dell’uguaglianza, della pace, del lavoro dignitoso e non precario, dei diritti sociali e civili. Oggi più che mai è necessario compiere scelte radicali che possano dare una svolta ad una politica fin troppo misurata e contenuta, spesso non in grado di promuovere i cambiamenti necessari. Sto parlando di quella radicalità che forse può attrarre di nuovo alla partecipazione chi oggi si sente solo e abbandonato al proprio destino da una politica che sente distante, incomprensibile, avvitata su se stessa, spesso incapace di dare un sogno, una visione, una speranza. Il tentativo di far vivere una tensione unitaria tra le forze politiche alternative alla destra, potrebbe almeno produrre l’effetto positivo di non farci solo commentare le sconfitte o alimentare recriminazioni ma salvare il più possibile quelle esperienze amministrative che possono spingere dal basso i partiti del centro sinistra a fare i conti con “l’autorevolezza della politica”, quella che prova ad affrontare le sfide vere dei nostri tempi e che tenta di chiudere la stagione dei conflitti tra potenziali alleati.

Mi chiedo se non sia arrivato il tempo anche qui a Roma di cominciare a lavorare ad una stagione nuova in sintonia con il nuovo gruppo dirigente che da mesi svolge un lavoro preziosissimo di ricostruzione, per lasciarci alle spalle una storia pesante fatta di dinamiche interne competitive se non addirittura conflittuali, spesso incomprensibili per chi osserva da fuori. Dovremmo, partendo da noi, parlare di tensione unitaria, e di come il nostro partito possa diventare protagonista di un processo che punti ad allargare il perimetro delle alleanze politiche e sociali, coinvolgendo quei settori vivi della città che vogliono sentirsi protagonisti nel futuro di Roma. Il sindaco Gualtieri è impegnato in una faticosissima opera di ricostruzione della reputazione della Capitale, compromessa da un decennio di abbandono e di deriva amministrativa.

Il suo lavoro comincia a dare i frutti e le grandi trasformazioni in atto saranno il miglior rendiconto da presentare ai cittadini. Mi chiedo però se questo possa essere sufficiente se non ci apriamo e non avviamo una fase di ascolto nella città con l’obiettivo di ridimensionare le divisioni del passato. Oggi c’è una carta in più: Roberto Gualtieri. Piano piano, sta assumendo sempre più il ruolo del sindaco che decide e incide. Con passo felpato, dopo due anni dall’insediamento, rappresenta un punto di riferimento per la città e per i cittadini ed è proprio partendo da questa condizione positiva che si deve aprire una fase nuova di confronto con le forze sociali, con le forze politiche che sono all’opposizione pur essendo nel perimetro del centro sinistra e con una società civile che è molto più estesa e radicata di quella organizzata in Consiglio Comunale.

Anche il contesto politico è un altro. In Regione non c’è più Nicola Zingaretti ma Francesco Rocca, e a palazzo Chigi non c’è un osservatore distaccato delle vicende capitoline ma Giorgia Meloni.
Non vorrei che prevalesse un disegno di corto respiro di chi pensa che la forza dell’amministrazione sia di per sé sufficiente a sconfiggere ogni scetticismo e ogni frammentazione, e che l’unica priorità sia quella di rafforzare la schiera di tifosi addetti ai lavori entusiasti dell’azione dell’amministrazione, pensando erroneamente che, se si è forti dentro al palazzo, in automatico lo si è anche fuori.
Non è così. Non lo è mai stato e bisogna dirlo chiaramente.

Ora poi ci sono le europee. Le forze politiche del centro sinistra si stanno organizzando per esprimere al meglio il valore della rappresentanza territoriale e in tale chiave giudico positive le candidature di Marietta Tidei con Italia Viva, Alessio D’Amato in Azione e di Massimiliano Smeriglio nella formazione della Sinistra e dei Verdi. Sono tre protagonisti del grande laboratorio Lazio che in questi dieci anni abbiamo fatto vivere nel solco dell’unità e del buon governo. In questa ottica, c’è una opportunità che è quella di poter sostenere Nicola Zingaretti testa di lista nel PD di questo collegio dell’Italia centrale insieme alla segretaria del partito Elly Schlein, perché Nicola, più di tutti può rappresentare storia, forza e orgoglio di una regione che nel recente passato ha dato a quel consesso europeo dirigenti autorevoli del calibro di Goffredo Bettini, Roberto Gualtieri e David Sassoli. Quindi il mio auspicio è che dopo tante discussioni sulle liste, adesso il gruppo dirigente del PD di Roma e del Lazio possa trovare le ragioni per una campagna elettorale unitaria, investimento prezioso per il futuro.

Dopo le europee, tra pochissime settimane, la priorità sarà Roma. Dobbiamo lavorare tutti per far prevalere le ragioni dello stare insieme su quelle per rimanere separati. La destra al governo del Paese e della Regione fa male tutti i giorni, non possiamo permettergli la scalata anche al Campidoglio.

Rispondi

Scopri di più da DIURNA.NET

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere

Scopri di più da DIURNA.NET

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere