Con tutto quello che sta succedendo, costruire l’alternativa è un dovere.

E dalle elezioni europee deve e può venire un segnale importante di cambiamento perché anche in quest’occasione si confronteranno due idee di futuro.

Abbiamo bisogno di un’Europa più forte e più umana.

Più forte e presente perché si dice spesso che “l’Europa non c’è”, ed è molte volte vero.

Ma non c’è per colpa dei nazionalismi, del prevalere degli egoismi degli Stati.

Invece bisogna avere coraggio e fare riforme che rendano l’Europa più protagonista : dall’abolizione del diritto di veto all’aumento del bilancio per dotarci di politiche europee anche nel campo sociale, della difesa e un nuovo protagonismo in economia scelte industriali e politica estera.

Serve un’Europa all’avanguardia nel mondo nelle politiche green, che sono una grande opportunità per creare sviluppo e lavoro, e non un freno come sostengono le destre.

E poi, un’Europa più umana: che crei giustizia per le persone e per il pianeta.

Che difenda la pace e fermi le guerre.

Che sia un’Europa utile a creare lavoro di qualità e non sfruttamento.

Che sia vicina alla condizione umana di solitudine di tante e di tanti.

Che difenda i diritti delle donne e dei giovani.

Noi del centrosinistra lo abbiamo fatto, ottenendo con il Pnrr investimenti per il lavoro, l’inclusione sociale, la formazione, l’innovazione e la transizione energetica. Ma poi si è fermato tutto per colpa degli egoismi nazionali.

Ecco perché è importante esserci e mobilitarsi in tutti i modi possibili. Come Partito Democratico possiamo affrontare questa sfida a testa alta.

Negli ultimi 5 anni siamo stati la forza che più di tutte ha spinto per un europeismo progressista e per l’abbandono delle politiche di austerità.

Durante i difficili anni del COVID abbiamo lottato e ottenuto il Next generation Eu, improntato alla lotta alle diseguaglianze, alla transizione ecologica e digitale.

Per 10 anni, fino al 2022, la Regione Lazio, con le nostre giunte , ha fatto un salto di qualità sulla spesa dei fondi europei fino a spendere tutte le risorse a disposizione e a programmare il più rilevante investimento europeo nella nostra regione per i prossimi anni: il doppio della programmazione degli anni precedenti.

Abbiamo dimostrato che con l’Europa si può cambiare, che può essere uno strumento fondamentale per una crescita giusta, vicina ai bisogni delle persone.

Le elezioni europee saranno dunque una nuova occasione per sottolineare le differenze tra noi e la destra, tra chi cavalca le paure e chi vuole ricreare speranza.
Ricordo benissimo che 5 anni fa, prima delle scorse elezioni europee, ne parlavo con un uomo straordinario.

Avvertivamo il pericolo che Marie Le pen potesse diventare il nuovo Presidente del Parlamento Europeo.

Allora abbiamo combattuto uniti e insieme a tante e tanti abbiamo vinto, e quell’ uomo è diventato lui il Presidente del Parlamento Europeo: David Sassoli.

Faccio quindi un appello: bisogna mobilitarsi, tutte e tutti!

Nelle case, nelle strade, nelle piazze, nelle scuole, nelle università: indignarsi non basta, dobbiamo accettare con passione la sfida e, anche questa volta, cambiare in meglio il corso della storia.

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