Ho letto l’articolo di Lionello Cosentino su Diurna e non posso fare a meno di dare il mio contributo ad una discussione che dovrebbe essere un perno su cui intavolare un dibattito serio da parte di quella politica che si richiama a sinistra.

Dice Lionello: “mi sono perso il partito”. Condivido appieno queste poche parole che però aprono una prateria dove correre con i pensieri.

Siamo in tante e tanti che, come me, hanno più di cinquant’anni di militanza alle spalle e che, alla luce dell’unica preoccupazione invasiva, la destra dirompente in Italia che riesce a coinvolgere anche i ceti più deboli, ancora si adoperano per convincere che la Politica non è sempre una pratica sporca, che cercano proseliti e dialogano con tutti i delusi, tentano di “correggere” i qualunquisti, tengono aperte le sezioni, combattendo in sostanza con armi spuntate, ma con vigoria e convinzione, per riportare in mezzo alla gente il ragionamento.

Il ragionamento appunto è quello che manca. È stato sostituito dai più da un individualismo cominciato da Berlusconi e poi condiviso da tanti ed è passata l’idea, anche a sinistra, che da soli si è più forti ed ognuno deve pensare ai propri interessi.

Nonostante l’età, mi sono preso l’impegno di rilanciare una delle sezioni storiche del partito di Roma. Devo dire che con grande soddisfazione sto riscuotendo consensi, con il tesseramento abbiamo fatto passi da gigante, quindi dovrei dormire sonni tranquilli. Invece proprio no. Il più delle volte, uscito dal mio Circolo, trovo il vuoto di confronto politico sulle cose, sui temi specifici. Invece, se il dibattito cala sulle componenti ci si ritrova in mezzo ad una folla di gente interessata, ci si confronta sul “con chi stai” e non su “che cosa pensi”.

Hai ragione caro Compagno Lionello, rivoglio il mio partito, quello che in un contesto come quello italiano, fa delle componenti un valore aggiunto, fa delle esigenze della gente un elemento di aggregazione e di battaglia politica. Oppure, se non ci interessano coloro che non raggiungono neanche il salario minimo, se non ci interessano coloro che non possono pagarsi le cure mediche, o quelle famiglie che sono senza abitazione, se tutti questi argomenti non sono elementi su cui trovare una sintesi tra componenti, per tradurli in battaglia politica, facciamo parte di un partito che apparentemente non c’è più e che scompare per un motivo semplice: perché non serve più a nessuna delle persone che vorrebbe e che dovrebbe rappresentare.

Ci sono tante persone che lottano ogni giorno e lo fanno solo per militanza, perché vogliono dare una mano, senza aspettarsi nulla in cambio. Queste persone, queste e questi militanti, vorrebbero una politica pulita e coinvolgente. Alla maggior parte di loro interessano poco “i gruppi” e le dinamiche entro cui si confrontano ma vogliono cercare le soluzioni ai problemi collettivi e vorrebbero sentirsi parte di una comunità che se ne occupa davvero. In sostanza, cercano un partito che non è vero che non c’è più: basterebbe ricercarlo tra chi vuole un mondo migliore.

Rispondi

Scopri di più da DIURNA.NET

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere

Scopri di più da DIURNA.NET

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere