Fabrizio Rosati e Valeria Mascoli, Circolo PD Ferrovieri Roma
“Roma non è stata costruita in un giorno”, e in questi ultimi quattro anni mai proverbio si è dimostrato più azzeccato. Dal 2021, con l’inizio della sindacatura di Roberto Gualtieri, la città ha affrontato sfide importantissime che hanno però avuto, e continuano ad avere, un impatto considerevole sulla vita dei cittadini. Si è sbloccata una situazione di immobilismo che con la precedente amministrazione era diventata ormai insostenibile. Roma aveva bisogno di tornare ad essere governata, gestita, trasformata e forse anche amata.
La capitale d’Italia straborda in tutto: dimensioni, problemi e brutture, ma anche in meraviglia, bellezza e generosità. I suoi cittadini che spesso vivono una quotidianità fatta di mille difficoltà sperimentano continuamente una condizione di precario equilibrio tra odio e profondo amore per questa folle città.
In questi anni di grande trasformazione, la mobilità dei romani – fatta di cantieri, interruzioni, rimodulazioni dell’offerta commerciale di treni e bus per permettere l’avanzamento dei lavori – è diventata spesso un incubo al quale si fa fronte solo grazie alla speranza che alla fine il sistema dei trasporti ne uscirà sensibilmente migliorato.
La presentazione del Rapporto Mobilità di Roma 2024, ci mostra una città nella quale mobilità e traffico sono tornati a livelli pre-pandemici, confermando purtroppo una netta preferenza dei romani per la mobilità privata, con il secondo più alto tasso di auto private pro-capite del paese. Roma si conferma anche per un altro triste primato, quello dei morti sulle strade. L’amministrazione capitolina è da tempo impegnata in una complessa serie di interventi per rendere il sistema dei trasporti più efficiente e sostenibile nel tentativo di spostare una sostanziale quota di mobilità dal mezzo privato a quello collettivo.
I dati ci mostrano, inoltre, una composizione della popolazione che vede 2.754.719 di residenti nel comune di Roma, 1.475.573 di residenti all’interno della cintura metropolitana e ben 4.230.292 di residenti nell’area metropolitana. Il totale della popolazione dell’intera Regione Lazio e di 5,8 milioni di abitanti, dato che ci mostra come inevitabilmente il sistema dei trasporti sia romanocentrico sia in ambito metropolitano che regionale. A Roma risiedono quasi i due terzi della popolazione complessiva dell’area metropolitana – 65,1% – e poco meno della metà – 48,2% – della popolazione regionale. La superficie territoriale del comune di Roma è così estesa da poter inglobare al suo interno i territori degli altri 7 grandi comuni del Paese – Milano, Napoli, Torino, Palermo, Genova Bologna e Firenze –
L’offerta di mobilità può contare su 9319 km di linee di TPL e 2592 veicoli di cui 144 convogli tramviari, la rete portante su ferro è costituita da quattro linee metropolitane – in questo contesto incomprensibile la scelta del Governo di definanziare la Metro C – 3 linee di ferrovie concesse – Roma-Lido, Roma-Viterbo e Roma-Pantano – e 8 linee ferroviarie gestite da Trenitalia che in ambito urbano garantiscono una grande interconnessione con il sistema di TPL.
Il sistema dei trasporti romano oltre a servire i propri cittadini ha anche l’immane compito di servire un numero di turisti sempre più grande, il 2023 ha infatti registrato 49,2 milioni di presenze nella capitale.
Gli interventi di miglioramento e incremento infrastrutturale insieme all’acquisto di nuovi bus, metro e treni interessano praticamente l’intero sistema dei trasporti, grazie ai fondi giubilari e a quelli del PNRR. Un sistema complesso di interventi che deve necessariamente andare avanti senza che la città possa nel frattempo fermarsi.
Quali possono essere gli interventi da mettere in atto in attesa che i miglioramenti si producano e che i cittadini possano davvero apprezzarne i risultati?
Tra le diverse misure che possono essere nuovamente utilizzate, e che in alcune aziende incomprensibilmente si stanno invece limitando, ce n’è una che sin da subito sarebbe in grado di avere un impatto significativo sul traffico, sul carico dei mezzi pubblici soprattutto nelle fasce orarie di maggior utilizzo, insieme ad una migliore conciliazione dei tempi di vita/lavoro, aumento della produttività e salvaguardia del salario. Questo strumento è il lavoro agile.
Il lavoro agile è una diversa modalità di svolgimento dell’attività lavorativa che solo con la pandemia ha visto una diffusione su larga scala nel nostro paese. Roma in quanto capitale anche amministrativa, con la presenza di uffici pubblici, ministeri e sedi generali di numerosissime grandi e medie imprese private, può giocare un ruolo decisivo potendo coinvolgere maggiormente con questa modalità di lavoro un numero considerevole di cittadini che lavorano nella capitale ma che magari sono costretti ad affrontare spostamenti lunghi ed impegnativi.
Potrebbe essere utile coinvolgere maggiormente anche su questa misura, in una visione sempre di sostenibilità ambientale, i Mobility Manager. Nel 2023 sono stati, infatti, coinvolti nel sistema di Mobility Management 429 aziende, per più di 439mila dipendenti con iniziative legate ad acquisto di abbonamenti al TPL a tariffa ridotta, servizi di navetta, car pooling, ciclabilità, etc. Come ulteriore misura di sostenibilità potrebbe essere interessante venisse indagata in questo sistema anche una maggiore diffusione del lavoro agile nelle aziende della Città Metropolitana di Roma.
Solo se tutti gli attori coinvolti sapranno interpretare il giusto ruolo nella complessa e difficilissima opera che è vivere e lavorare nella città eterna, differentemente che in qualsiasi altra città del mondo, si potrà trovare la giusta soluzione che permetta all’amministrazione capitolina di rendere appieno il grande servizio alla collettività che è chiamata a rendere.
