La realizzazione delle Case della Comunità e degli Ospedali di Comunità nel Lazio è al centro di una ristrutturazione fondamentale dell’assistenza territoriale, sostenuta da ingenti investimenti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Tuttavia, i ritardi accumulati nella loro attuazione, impongono riflessioni e considerazioni sul futuro della sanità nella Regione Lazio. Questo articolo analizza i dati disponibili e propone un’impostazione per la nuova programmazione dell’assistenza territoriale nella Regione.

Osserviamo i dati sulla Realizzazione delle Case della Comunità (CdC) e Ospedali di Comunità (OdC) che emergono dal documento del Ministero della Salute su “Missione 6 salute Incontro Regioni e Province Autonome -6 marzo 2025”: 

  1. Investimenti Previsti dal PNRR nella Regione Lazio per CdC e OdC:
  • Sono stati stanziati 245 milioni di euro per la realizzazione di 135 Case della Comunità, di cui 107 hub e 28 spoke.
  • Per gli Ospedali di Comunità sono previsti 86,5 milioni di euro, con 36 strutture da realizzare.
  1. Case della Comunità (M6C1I1.1):  Il Lazio ha avviato il 59% dei cantieri previsti, una percentuale inferiore rispetto alla media nazionale che è del 67%

Stato Procedurale:

Lazio: 

  • Cantieri attivati/conclusi: 77 su 130 previsti.
  • Percentuale di cantieri avviati su interventi programmati: 59%.

Italia:

  • Cantieri attivati/conclusi: 943 su 1.416 previsti.
  • Percentuale di cantieri avviati su interventi programmati: 67%.

Stato Finanziario:

Lazio:

  • Importo richiesto: 15.094.552,94 €.
  • Budget totale PNRR: 158.494.374,81 €.
  • Percentuale sul budget PNRR: 9,52%.

Italia:

  • Importo richiesto: 291.873.893,13 €.
  • Budget totale PNRR: 2 miliardi di euro.
  • Percentuale sul budget PNRR: 14,59%.

Posizione del Lazio: Tra le regioni con performance medio-basse, dietro a regioni come Friuli Venezia-Giulia, Emilia-Romagna e Veneto, che sono in linea con il cronoprogramma.

  1.  Ospedali di Comunità (M6C1I1.3) – Il Lazio ha avviato il 49% dei cantieri previsti, contro una media nazionale del 65%

Stato Procedurale:

Lazio:

  • Cantieri attivati/conclusi: 17 su 35 previsti.
  • Percentuale di cantieri avviati su interventi programmati: 49%.

Italia:

  • Cantieri attivati/conclusi: 278 su 428 previsti.
  • Percentuale di cantieri avviati su interventi programmati: 65%.

Stato Finanziario:

Lazio:

  • Importo richiesto: 4.241.878,13 €.
  • Budget totale PNRR: 86.451.477,17 €.
  • Percentuale sul budget PNRR: 4,91%.

Italia:

  • Importo richiesto: 115.057.821,98 €.
  • Budget totale PNRR: 1 miliardo di euro.
  • Percentuale sul budget PNRR: 11,51%.

Posizione del Lazio: Nella fascia medio-bassa. È dietro a regioni come Friuli Venezia-Giulia e Valle d’Aosta (entrambe al 100%)

Il dato che emerge da queste informazioni sullo stato di realizzazione delle misure previste per l’attuazione del PNRR nel Lazio, a marzo 2025, è decisamente preoccupante non solo per la mancata utilizzazione di tutti i fondi a disposizione, ma soprattutto per i tempi della realizzazione dell’intero programma di investimenti.


Il DM 77/22 impone una totale riorganizzazione dell’assistenza territoriale che deve tener conto anche di elementi come:

  • Popolazione Anziana: si prevede che entro il 2050 il 35,1% della popolazione laziale avrà almeno 65 anni, con un aumento notevole dell’incidenza delle malattie croniche.
  • Distribuzione Territoriale: nelle aree interne, il 38,7% delle Case della Comunità sarà di tipo spoke, mentre la media nazionale è del 52%.
  • Obiettivi Temporali: entro il 2026, tutte le Case della Comunità dovrebbero essere completate e dotate di attrezzature tecnologiche avanzate.

Il DM 77/2022 ha come obiettivo principale quello di migliorare l’accesso, la qualità e l’efficienza dell’assistenza sanitaria territoriale attraverso:

  • Case della Comunità: Strutture destinate a fornire assistenza integrata e multidisciplinare, accessibili h24.
  • Ospedali di Comunità: Strutture per la gestione di pazienti con patologie croniche o fragilità, che offrono assistenza a bassa intensità.

Queste strutture dovrebbero ridurre il sovraffollamento degli ospedali e migliorare l’accesso ai servizi della popolazione, soprattutto la popolazione più fragile e vulnerabile.

Tuttavia, dal rapporto del Ministero della Salute, emergono preoccupanti ritardi della Regione Lazio nella realizzazione di queste strutture. Infatti, ci sono significativi rallentamenti nell’effettiva “messa a terra” delle Case della Comunità e degli Ospedali di Comunità, con in più il rischio che, una volta completate, non siano operative a causa della carenza di personale.

Le principali criticità legate alla fase attuativa del PNRR e del DM 77/2022 sono essenzialmente riconducibili a tre fattori:

  • Una programmazione e progettazione inadeguata rispetto alle necessità di effettiva ristrutturazione ed adeguamento delle strutture esistenti. Ritardi nelle fasi progettuali e procedure eccessivamente burocratiche hanno impedito l’avvio tempestivo dei lavori. Le strutture erano tutte già esistenti e i tempi per soddisfare i nuovi standard e valorizzare questi patrimoni immobiliari pubblici, andavano attentamente valutati e pianificati con analisi di impatto e di realizzazione oculate.
  • Carenza di Personale: la carenza di personale medico, infermieristico e di medici di medicina generale, di fatto annullerà gli sforzi fatti dalla UE per individuare ed assegnare le risorse finanziarie per innovare e sviluppare la sanità italiana dopo le criticità emerse con la Pandemia. Altro aspetto cruciale sarà l’investimento sulla formazione continua e sulle competenze digitali dei professionisti sanitari fondamentali per garantire un’assistenza appropriata di prossimità, utilizzando le migliori tecnologie e la digitalizzazione.
  • Uso inefficiente delle risorse economiche: sebbene siano previsti circa 7 miliardi di euro dal PNRR per supportare queste riforme, la gestione efficace di tali fondi è essenziale per evitare ulteriori ritardi, e sarebbe necessaria una buona programmazione delle spese ed utilizzo appropriato dei fondi tenendo conto del DM 77/2022, per evitare quello che sta succedendo con gli investimenti fatti ancora una volta sugli ospedali anziché sul territorio, compreso il versante tecnologico ed informatico. (Vedi distribuzione della spesa di grandi apparecchiature e tecnologia informatica tra ospedale e territorio!)

Qual è la soluzione?

Alla luce dei ritardi e delle forti criticità che si stanno delineando nel sistema sanitario laziale anche dopo l’approvazione degli atti aziendali, è fondamentale ripensare la programmazione dell’assistenza territoriale nel Lazio e soprattutto nell’area metropolitana di Roma. 

È necessario intervenire per:

  • Rafforzare il coinvolgimento della Comunità
    La scarsa partecipazione delle comunità locali nella pianificazione soprattutto degli interventi d’integrazione sociosanitaria ha portato a una mancanza di risposte efficaci ai bisogni specifici del territorio, ad un aumento delle disuguaglianze di salute, a continue rinunce alle cure da parte di cittadini sempre più impoveriti e fiaccati dalle crescenti liste d’attesa per le prestazioni necessarie;

Implementare processi di co-progettazione che coinvolgano attivamente i cittadini e le comunità locali nella pianificazione e gestione delle nuove strutture. Ciò garantirà che le Case della Comunità rispondano realmente ai bisogni sanitari del territorio e che gli Ospedali di Comunità siano realmente strutture intermedie del territorio e non semplici ridenominazioni di reparti a gestione infermieristica collocati negli ospedali per acuti.

  • Valorizzare e migliorare la formazione del personale
    Investire meglio e di più sui meccanismi di valorizzazione del personale a partire dai giusti riconoscimenti economici degli operatori impegnati a rendere efficiente ed esigibile un servizio sanitario pubblico. Investire nella formazione del personale sanitario per garantire che siano pronti ad affrontare le sfide dell’assistenza territoriale moderna compresa la sfida digitale e tecnologica. Questo include anche l’integrazione dei medici di medicina generale nelle nuove strutture con un percorso di trasformazione dell’attuale rapporto, che non è detto debba essere per forza di dipendenza, ma neanche rimanere tale qual è oggi.
  • Semplificare, snellire ed ottimizzare i processi burocratici, procedere all’interoperabilità delle diverse piattaforme

Snellire le procedure burocratiche per l’approvazione dei progetti e l’assegnazione dei fondi. Creare un’unica piattaforma digitale per la gestione dei progetti potrebbe facilitare la comunicazione tra le diverse autorità coinvolte. 

  • Sviluppare ed adottare soluzioni tecnologiche avanzate
    Integrare tecnologie innovative come sistemi di telemedicina e piattaforme digitali per migliorare l’accesso ai servizi sanitari, specialmente nelle aree più periferiche, garantire l’assistenza da remoto, utilizzare al meglio l’AI per garantire più accessibilità alle cure dei pazienti e la personalizzazione dell’assistenza.
  • Monitoraggio continuo e valutazione
    Stabilire un sistema di monitoraggio civico per valutare costantemente i progressi nella realizzazione delle Case della Comunità e degli Ospedali di Comunità. Questo dovrebbe includere feedback regolari da parte degli utenti dei servizi in un sistema di valutazione degli esiti e delle prestazioni erogate.
  • Pianificazione flessibile per le aree interne e periferiche
    Considerare modelli alternativi per l’assistenza sanitaria nelle aree con bassa densità abitativa, come il potenziamento della sanità digitale o il ruolo delle farmacie rurali e di servizio come punti di accesso ai servizi sanitari, ma anche attivare modelli organizzativi di prossimità come équipe itineranti e PUA mobili per garantire la presa in carico anche per chi non può fare molti chilometri di spostamenti.

La realizzazione delle Case della Comunità e degli Ospedali di Comunità nel Lazio rappresenta un’opportunità cruciale per trasformare l’assistenza sanitaria territoriale. Tuttavia, è essenziale affrontare i ritardi attuali attraverso una programmazione strategica che coinvolga attivamente le comunità locali, ottimizzi le risorse disponibili e integri tecnologie avanzate. Solo così sarà possibile garantire un’assistenza sanitaria efficace e sostenibile per tutti i cittadini del Lazio nel futuro prossimo, il governo regionale deve garantire che gli obiettivi del PNRR siano raggiunti, che sia garantita un’effettiva integrazione socio sanitaria attraverso il modello proposto per il funzionamento delle Case di Comunità e degli Ospedali di Comunità che devono diventare reali punti di riferimento per i bisogni di salute del territorio.

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