Il Progetto di Roma Capitale contro le disuguaglianze educative

Non c’è nulla che sia ingiusto quanto fare parti uguali tra diseguali, dicevano la Scuola di Barbiana e Don Luigi Milani.
È questo l’insegnamento che ha ispirato il progetto IEP! Interesse Educativo Prioritario, promosso da Roma Capitale grazie ai fondi europei Pon Metro Plus.
Sulla base di un principio di discriminazione positiva infatti la capitale ha messo in campo un investimento di 3,5 milioni di euro concentrato su cinque zone della città dove gli indicatori di diseguaglianze educative sono risultati più alti e dove è emerso un bisogno maggiore di interventi a sostegno della comunità e di contrasto alla povertà educativa.
Labaro, Fidene, Quadraro/Torpignattara, Borghesiana, Ostia Nord sono le 5 aree emerse, a valle di una indagine condotta in collaborazione con l’Università Roma 3, Dipartimento di Scienze della Formazione, che ha messo sotto la lente d’ingrandimento tutto il territorio cittadino, incrociando indicatori specifici sulla povertà educativa e delineando così in modo puntuale le aree di nostro interesse.
IEP! rappresenta davvero un modello di innovazione sociale, che va in una direzione precisa: un intervento mirato, per un processo dal basso, che parte dal protagonismo delle scuole, delle associazioni, dei genitori, degli studenti/esse, dei servizi sociali e quelli culturali, dei teatri, delle parrocchie, degli spazi sociali e ancora altro. Al contrario del modello Caivano, che viene calato dall’alto, IEP! investe dove esiste un gap sul piano delle opportunità educative, per colmarlo partendo dalle risorse esistenti, e lo fa anche in modo semantico: i quartieri non sono stati definiti problematici o marginali, ma ‘prioritari’.
È un progetto decisamente ambizioso, con obiettivi alti: chiediamo a tutti gli attori in campo di assumersi un pezzo di questa sfida, lavorando per i prossimi due anni e mezzo attraverso fasi diverse: per prima cosa infatti, attraverso un bando pubblico sarà individuato il soggetto che, per ogni territorio, coordinerà e animerà la costruzione di un Patto Educativo di Comunità, con al centro le scuole della zona e con il coinvolgimento di tutti gli attori che in quelle aree operano con e per bambini/e e ragazzi/e. La seconda fase sarà dedicata all’analisi, ad opera degli attori che partecipano al patto, dei bisogni del territorio, in ambito scolastico/educativo, sociale e culturale, e poi alla programmazione delle attività e delle azioni per rispondervi, per culminare nella realizzazione delle azioni volte alla prevenzione e al contrasto della povertà educativa e della dispersione scolastica.
L’idea è seminare opportunità che sopravvivano al progetto: attivare dunque un processo generativo che segni una trasformazione radicale in quelle aree. La stessa che in ogni ambito dell’azione politico-amministrativa stiamo attivando in tutta la città. In questo, la scuola è al centro, come polo civico culturale aperto al territorio, luogo vivo e perno di crescita e di emancipazione che coinvolge tutti, grandi e piccoli, per una città più giusta e meno diseguale
