L’arrivo di una nuova voce sul web che parlerà di Roma è una bellissima notizia.

Lo sarebbe in condizioni normali, ma lo è soprattutto in questa fase, nella quale la nostra città è impegnata in un poderoso sforzo di trasformazione e rilancio. In primo luogo, quindi, desidero dare il mio benvenuto a “Diurna” e ringraziare chi ha immaginato e portato avanti questo progetto e tutti coloro che, in futuro, daranno il loro contributo per rendere vivo questo spazio di discussione e confronto.

Mai come oggi, in effetti, Roma ha bisogno di un dibattito pubblico diffuso e aperto sul proprio futuro. In oltre 2.000 anni di storia, Roma è stata teatro di alcune grandi operazioni di trasformazione e innovazione urbanistica. Ora ci troviamo in un nuovo, fondamentale snodo per la vita della nostra città. Dopo anni di contrazione degli investimenti pubblici, infatti, la Capitale si trova ora nella condizione di ridisegnare il proprio modello di sviluppo, di coesione sociale, la sua stessa forma urbana. Grazie al lavoro svolto sul fronte del reperimento delle risorse nazionali ed europee, al processo di efficientamento del bilancio e al ricorso al partenariato pubblico-privato, abbiamo deciso di delineare e realizzare un piano di investimenti senza precedenti da 13 miliardi di euro complessivi che punti a cambiare il volto di Roma, facendone una città più sostenibile, più equa, coesa e solidale, più innovativa e capace di valorizzare le sue straordinarie risorse a partire dalla cultura.

Questo progetto è già nel pieno della fase attuativa, come testimoniano gli oltre 1.500 cantieri pubblici aperti in tutta la città: dai lavori per rifare il 100% delle strade primarie della città al rafforzamento della rete delle metropolitane e ai nuovi tram; dalle piazze del Giubileo agli interventi di rigenerazione a Tor Bella Monaca, a Corviale o a Primavalle. E poi una serie di piccoli e grandi interventi, soprattutto nelle periferie, di ricucitura delle lacerazioni urbane che in questi anni hanno indebolito Roma e per rendere la città più inclusiva e giusta, più resiliente di fronte ai cambiamenti climatici, innanzitutto attraverso la valorizzazione dell’eccezionale patrimonio verde della nostra città.

Tanti cantieri fisici, ma anche moltissimi cantieri immateriali, per dare risposte adeguate alle fragilità della nostra città. Roma ha bisogno di costruire una solida infrastruttura per l’erogazione di servizi sociali di qualità, per combattere le troppe forme di diseguaglianza, marginalizzazione e disagio che oggi esistono. Anche il nuovo Piano Sociale, che vogliamo approvare entro l’anno, è frutto di un grande processo di partecipazione che dà protagonismo alle reti del Terzo settore, dell’associazionismo e del volontariato.
Il Piano sociale sarà la piattaforma sulla quale ricostruire i servizi sociali di Roma, sulla base dei reali bisogni delle famiglie e delle comunità. Sarà uno strumento fondamentale per la città. Già oggi, tuttavia, sono tanti i cantieri sociali partiti o in via di realizzazione per rafforzare la capacità di risposta e assistenza ai bisogni sociali della città: dagli interventi di accoglienza, aiuto alle povertà e sostegno all’abitare ai nuovi presidi nei quartieri per assistere persone con disabilità, fino alle tante iniziative che i Municipi stanno realizzando attraverso lo strumento della co-progettazione.

Il cuore della sfida che abbiamo lanciato riguarda la qualità urbana, nella più ampia accezione che possiamo dare a questa espressione: dobbiamo ridare qualità a Roma in tutti i suoi aspetti, dalla qualità architettonica, che nelle aree più lontane dal centro è troppo bassa, alla qualità sociale e ambientale.

Con il piano Next Generation Rome, che integra tutte le risorse oggi disponibili, abbiamo definito interventi e obiettivi strategici. La trasformazione di una grande città come Roma, patrimonio dell’umanità, tuttavia, non può che essere un processo in itinere e partecipato, da arricchire con il contributo attivo delle nostre comunità, dei quartieri, del mondo delle professioni, delle reti civiche, politiche, associative, che costituiscono una delle fondamentali risorse di Roma.

Ci siamo quindi dati la missione di coinvolgere il più possibile la città nelle scelte attraverso percorsi di ascolto: abbiamo promosso, ad esempio, un confronto serrato con i quartieri interessati alle nuove tranvie. Da poco si è concluso il percorso di ascolto sullo stadio della Roma, e stiamo moltiplicando i luoghi e le occasioni di discussione sulle trasformazioni della città. Tra i tanti esempi possibili, voglio citare almeno il grande lavoro che stiamo facendo assieme ai Municipi per la realizzazione dei primi 15 progetti della “Città dei 15 minuti”, che ha visto la partecipazione attiva delle comunità locali e che ora sta per entrare nella fase attuativa. Sono già 12 i masterplan approvati.

Pensando soprattutto ai giovani, doteremo Roma di un Urban Center Metropolitano, come il Pavillon de l’Arsenal di Parigi o il Centro di Cultura Contemporanea di Barcellona. Uno spazio che avrà la funzione di raccogliere e raccontare alla città le trasformazioni urbane in corso e in programma nel prossimo futuro. Non a caso abbiamo scelto di collocare l’Urban Center in una grande scuola, l’Istituto Scolastico tecnico industriale Galileo Galilei nello storico quartiere Esquilino: la trasformazione della Capitale deve coinvolgere in primo luogo proprio le ragazze e i ragazzi.

Ridare voce alle nuove generazioni nella vita della città e nelle scelte strategiche per il suo futuro è oggi un’esigenza fondamentale. Anche un sito web, un luogo di discussione ed elaborazione aperto al contributo dei più giovani rappresenta per chi ha il compito di amministrare Roma e per tutta la città un enorme valore. Sono quindi davvero felice del contributo che “Diurna” potrà dare alla missione di trasformare e rigenerare Roma.

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